Lavorare da lontano, ma in sicurezza

Come proteggere lo smart working dai rischi informatici

Apprezzato da un numero crescente di lavoratori e imprese, il telelavoro prende sempre più piede anche nel nostro Paese. I dati del report “New ways of working: il punto sullo smart working in Europa” dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, presentato nel febbraio 2018 e riferito ai dati di un’indagine condotta nel 2017, parlano chiaro: lo smart working interessa più di un terzo delle grandi imprese del nostro Paese (quelle con più di 250 dipendenti o un fatturato superiore ai 50 milioni di euro), tanto che sono stati avviati diversi progetti riguardanti flessibilità di luogo o tempo, ripensamento degli spazi lavorativi e adeguata dotazione tecnologica per lavorare da remoto.

Quest’ultimo aspetto, in particolare, assume un’importanza fondamentale quando si utilizza il computer per gran parte del proprio orario lavorativo. Non solo si devono avere a disposizione mezzi informatici e digitali che permettano la piena operatività quando se ne ha bisogno – ad esempio, una linea Internet stabile e veloce, un computer performante, software che ci consentano di svolgere le nostre mansioni, una stampante nel caso si debbano stampare molti documenti – ma si deve essere in grado di lavorare in sicurezza.

Ovviamente, quando si parla di sicurezza non ci si riferisce solamente alla protezione all’interno dell’ambiente lavorativo, ma anche e soprattutto alla sicurezza informatica dei dispositivi – smartphone e PC – che si è soliti utilizzare. A disposizione del datore di lavoro esistono soluzioni integrate che consentono di proteggere i nostri dati personali e quelli aziendali, così da evitare furti di informazioni industriali, come ad esempio la suite per Smart Working TIM Work di TIM Business.

Gli strumenti di sicurezza informatica necessari per lo smart working

Per consentire ai lavoratori di operare in totale sicurezza ed evitare rischi di intrusioni, è necessario adottare delle misure che favoriscano l’integrità dei sistemi informatici:

  • Scegliere una VPN. Il primo passo da fare per la sicurezza del lavoro remoto è creare e impostare una VPN (acronimo di Virtual Private Network, “Rete privata virtuale” in italiano) che impedisca a eventuali hacker di poter accedere e consultare le informazioni che scambiamo con i nostri colleghi o con i server aziendali. In poche parole, la VPN crea una sorta di tunnel privato all’interno di una rete pubblica (come Internet, per l’appunto) nel quale far transitare i dati tra il nostro computer e un server remoto (come quello aziendale) senza rischio che i dati possano essere intercettati dall’esterno. Il merito, in questo caso, è di avanzati algoritmi di crittografia, che “schermano” i pacchetti dati che transitano nel tunnel e li rendono illeggibili da soggetti terzi.
  • Antivirus. I pericoli maggiori per la nostra incolumità informatica si nascondono nei messaggi di posta elettronica, all’interno di siti web apparentemente innocui e nei programmi che scarichiamo dalla Rete. Il rischio, insomma, arriva dai malware che possiamo trovare online praticamente ovunque, dal falso sito della nostra banca digitale all’email inviataci (o almeno così sembra) dal nostro collega della sede centrale. Fondamentale, dunque, avere un antivirus e un antimalware che ci proteggano mentre navighiamo e lavoriamo online. Altrettanto importante, inoltre, che i software siano costantemente aggiornati, così da proteggere il pc anche dagli aggiornamenti dei virus informatici.
  • Sistema di backup ridondante e sicuro. Dulcis in fundo, la protezione dei dati passa anche attraverso il loro salvataggio, su supporti di memoria differenti da quelli che utilizziamo solitamente (possono essere sia fisici, come NAS, sia “virtuali”, come il cloud storage). Salvando a cadenze regolari le cartelle e i file più importanti del nostro PC, avremmo la certezza di poterli ritrovare nel giro di pochi secondi nel caso in cui vengano persi, perché cancellati o corrotti.

Anche se possono sembrare consigli semplici da mettere in atto, non tutte le aziende o professionisti che lavorano da remoto sono in grado di creare un sistema di protezione articolato e capace di difendere ogni singolo aspetto del nostro lavoro da remoto. In casi come questi è conveniente, sia da un punto di vista logistico sia da un punto di vista economico, scegliere prodotti come TIM Work, la suite per lo smart working che, con i suoi server localizzati in Italia, promuove la sicurezza e protezione sia del lavoratore sia dell’azienda.

Con TIM Work si ha la possibilità di attivare servizi VPN pensati appositamente per proteggere le comunicazioni tra lavoratore e azienda, un ambiente unico sicuro che offre suite di produttività, possibilità di integrare più account di posta elettronica o più account di cloud storage, strumenti di collaborazione e molto altro ancora, così da gestire più facilmente la propria vita da lavoratore smart.

In collaborazione con TIM

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