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Hosting vs Housing: quali differenze ci sono e quale soluzione è più conveniente

Hai sempre sentito parlare di hosting e housing, ma non hai ancora preso una decisione per la tua azienda? Ecco qualche suggerimento pratico per farlo

In collaborazione con TIM BUSINESS

Quando ci si trova di fronte a termini che appartengono al settore del digitale, accade spesso di non coglierne il significato preciso, soprattutto se le due parole sono molto simili tra di loro. Un esempio sono hosting e housing, due concetti solo apparentemente analoghi, ma che in realtà sottendono profonde differenze.

Per iniziare a orientarsi tra le due tipologie di servizio, e scoprire la soluzione più vantaggiosa per la propria azienda, uno strumento utile è l’infografica da scaricare realizzata da TIM Business, per approfondire tutto quello che c’è da sapere sull’housing cloud.

Che cos’è l’hosting

Per comprendere quale sia il significato di hosting, cominciamo con qualche definizione:

“Distribuire su un host le pagine di un sito web, rendendolo così accessibile dalla rete telematica.”

Per rendere più facilmente comprensibile questa definizione, è possibile affermare che l’hosting è prima di tutto un servizio, attraverso il quale un fornitore (detto provider) mette a disposizione del proprio cliente uno spazio online (web host). Normalmente quest’ultimo viene utilizzato per ospitare un sito Internet che viene identificato attraverso un dominio e un indirizzo IP.

Oltre alla possibilità di ospitare un determinato sito web, il provider si fa carico anche di memorizzare, gestire e occuparsi della manutenzione delle singole pagine che lo compongono, nonché renderlo facilmente accessibile agli utenti. Le tipologie di web host sono numerose e diversificate:

  • Web host in condivisione: questa circostanza si verifica quando differenti siti web si trovano sul medesimo server;
  • Web Host Co-located: è una situazione in cui il server dell’utente, nonostante risieda fisicamente presso un provider che ne garantisca il funzionamento, viene gestito dall’utente stesso;
  • Web host gestita: diversamente da quanto accade per il web host co-located, in questa situazione il server viene acquistato dall’utente, ma gestito in tutto e per tutto dal provider;
  • Web Host virtuale: anche se il server rimane condiviso, i singoli siti Internet si trovano in aree differenti e indipendenti le une dalle altre;
  • Web Host dedicata: un server (o una parte molto ampia di esso) viene riservato in esclusiva a un singolo utente con lo scopo di poter memorizzare e gestire uno o più siti web contemporaneamente.

A prescindere dalla tipologia di host scelto, l’azienda utilizza server di proprietà del fornitore, collocati all’interno di un Data Center posseduto e gestito dal service provider, pagando un servizio a canone che include il sistema operativo.

I principali vantaggi di scegliere un hosting sono:

  • Configurazione semplificata: questa consente alle risorse interne dell’azienda una fruizione immediata del servizio e la possibilità di modificare e implementare in maniera rapida e smart il proprio sito Internet (soprattutto quando si sta partendo da zero);
  • Nessun costo aggiuntivo: la possibilità di mantenere operativo e aggiornato il server senza costi extra è un aspetto particolarmente importante per chi desidera cominciare con un servizio basilare per poi procedere con uno più complesso senza incorrere in rischi di investimento su scelte evolutive tecnologiche sbagliate.

Ne consegue che questa scelta si adatti a coloro che prevedono volumi modesti di visitatori giornalieri sul proprio sito e non hanno necessità di particolari competenze tecniche nella gestione del proprio web server.

Che cos’è l’housing?

Un’alternativa all’hosting è l’housing: analogamente a quanto fatto per il primo concetto, anche per questo cominciamo dalla  possibile definizione

Servizio offerto dagli Internet service provider che mettono a disposizione, presso i propri data center, spazi, armadi (rack), o porzioni di essi, e servizi (energia, condizionamento, sicurezza, banda, assistenza, ecc.) per ospitare i server dei propri clienti garantendone la massima affidabilità di esercizio al minor costo.

L’azienda è quindi proprietaria dei server che colloca all’interno di un Data Center posseduto e gestito dal service provider, pagando un servizio a canone.

A differenza di quanto accade per il servizio di hosting, in quello di housing la configurazione, l’aggiornamento tecnologico, la manutenzione e l’assistenza sono a carico dell’azienda che possiede il server.

I vantaggi più evidenti e convenienti del servizio di housing sono:

  • Continuità operativa: grazie alla infrastruttura interna all’azienda, le prestazioni non subiscono interruzioni con un rischio di discontinuità inferiore al 99.9%.
  • Piena capacità di controllo e gestione: per chi sceglie un servizio di housing è importante poter adattare in maniera flessibile e autonoma il tipo di servizio e il livello di sicurezza prescelto.

Appare quindi evidente come questo genere di servizio si adatti alle necessità di chi – pur non avendo bisogno di un data center proprietario – abbia ugualmente la necessità di erogare un servizio attraverso il proprio server.

Sicurezza dei dati

Quando bisogna scegliere tra hosting e housing è opportuno valutare non solo la capacità interna della propria azienda di gestire o meno il server e i siti Internet ospitati, ma anche la sicurezza dei dati.

Questo è un tema particolarmente delicato. anche  alla luce del Regolamento per la protezione dei dati personali- GDPR, che  prevede che le aziende mettano in atto misure tecniche ed organizzative adeguate per garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio.

Nel caso dell’hosting è la singola azienda che può scegliere quali servizi di sicurezza utilizzare tra quelli proposti dal service provider; al contrario, nel caso dell’housing, è possibile per il singolo cliente mantenere il controllo completo sui dati, i siti web e le applicazioni ospitati sul server.

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