Vitalizi, Boeri: “Sistema insostenibile, possibili risparmi per oltre 100 milioni di euro”

Attualmente vengono pagati circa 2700 pensioni per un costo di quasi 200 milioni

(Teleborsa) Far quadrare i conti è un’impresa pressochè impossibile. E’ pur vero, però, che alcuni interventi potrebbero rivelarsi, oltre che necessari, anche un vero e proprio toccasana e tradursi in un possibile risparmio di oltre 100 milioni di euro. Numeri alla mano, infatti, la metodologia adottata dalla Camera nella definizione del ricalcolo contributivo dell’importo dei vitalizi ha prodotto un risparmio stimato in 40 milioni di euro.

DA TAGLI AL SENATO ALTRI 16 MILIONI –  Se anche il Senato dovesse adottare la medesima delibera ci sarebbero “ulteriori 16 milioni di euro di risparmi” ed “estendendo il ricalcolo ai consiglieri regionali si risparmierebbero 55 milioni di euro aggiuntivi. risparmi superiori ai 100 milioni di euro, tali da ridurre il disavanzo del sistema dei vitalizi e, dunque, gli oneri che gravano sulla collettività”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso di un’audizione al consiglio di presidenza del Senato cui ha partecipato il presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Alberti Casellati che, dunque, dà la sua benedizione al provvedimento fortemente voluto dai 5Stelle.

“Si tratta perciò di un’operazione, seppur tardiva, che va nella direzione di ridurre gli squilibri strutturali del sistema, ha chiarito, nonostante il basso numero di percettori, i risparmi sono rilevanti, a riprova del fatto che il sistema ha gravato sui contribuenti generici in modo del tutto sproporzionato rispetto al numero di percettori dei vitalizi. C’è quindi un contributo, pur limitato, al miglioramento dell’equità intra e intergenerazionale del nostro sistema pensionistico”.
IN PARLAMENTO “SISTEMA INSOSTENIBILE” – Per Boeri  “Le regole dei vitalizi sono state sin dall’origine, introdotte dal Parlamento in regime di autodichia senza contemplare una valutazione di giudici esterni. Tale autonomia è stata consapevolmente utilizzata per mettere in piedi un sistema insostenibile destinato a gravare in modo rilevante sui cittadini in aggiunta alla spesa destinata al pagamento delle indennità parlamentari”.
NO ALLE USCITE ANTICIPATE “Era chiaro fin dall’inizio che i contributi versati non sarebbero stati sufficienti a coprire le spese per vitalizi”, ha quindi aggiunto.“Certo – ha proseguito – sarebbe paradossale che nel momento in cui si chiede ai parlamentari di avvicinare i propri trattamenti al regime contributivo, si operasse in direzione opposta per altre categorie di lavoratori, concedendo loro uscite anticipate generalizzate senza alcuna riduzione attuariale e appesantendo di oltre cento miliardi il debito pensionistico che grava sulle giovani generazioni”.

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