Pensioni, scalini e misure per i giovani

Scompaiono i 60 anni, ma rimane lo scontro su come e quanto alzare l'età. Arrivano il cumulo dei contributi e aliquote più pesanti per i parasubordinati

 

L’accordo sulle pensioni potrebbe arrivare entro la fine del mese. Le fondamenta della riforma – l’ennesima – sono due: abolizione dello scalone Maroni e maggiore tutela previdenziale per i lavoratori precari. Dovrebbe scomparire il salto a 60 anni, previsto dal 2008, per smettere di andare al lavoro. Governo, maggioranza e sindacati non dissentono su questo punto.
Diversa e la situazione su cosa fare dopo. Dato per assodato che le finanze del paese non possono rinunciare ai risparmi – circa 9 miliardi di euro – garantiti dallo scalone.

Il premier, Romano Prodi, nel queston time di ieri alla Camera, ha sostenuto la necessità di un meccanismo che con “gradualità” sia in grado di evitare il “brusco innalzamento che si verificherà dal 1° gennaio 2008“. Il secondo accenno, fatto dal presidente del Consiglio, è stato sulle “attività usuranti” che dovranno essere tutelate nel momento in cui saranno introdotti provvedimenti che sposteranno in avanti il momento della pensione.

Ed è sul concetto di  gradualità che si registrano i maggiori contrasti. Il ministro all’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, per il prossimo anno non vuole scendere al di sotto dei 59 anni. Mentre i sindacati sono fermi a 58.
Difficoltà e tensioni che attraversano profondamente la maggioranza. L’aut aut di Rifondazione comunista è molto deciso. “Lo scalone va abolito. Punto e basta“, ha detto il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero.

A dire il vero un altro fronte aperto è quello dei coefficienti di rivalutazione (i moltiplicatori che di fatto stabiliscono l’ammontare della pensione). Con tutta probabilità saranno modificati, introducendo delle variabili in grado di tenere conto anche del lavoro precario o altre condizioni penalizzanti.

Nella pacchetto della riforma, il certo innalzamento dell’età, seppur attuato senza strappi, sarà bilanciato con una serie di interventi a favore dei giovani.
Le novità in arrivo sono quattro: cumulo dei periodi di contribuzione effettuati in fondi diversi, riscatto della laurea meno costoso, contribuzione figurativa durante i periodi nei quali si riceve l’indennità di disoccupazione, aumento dell’aliquota contributiva per i parasubordinati.

Riepilogando.
Grazie alla totalizzazione, ogni lavoratore che ha versato contributi in fondo diversi potrà convogliarli in uno solo, dal quale riceverà la pensione.
Il riscatto della laurea subirà forti sconti rispetto alla situazione attuale.
Per coprire i periodi senza lavoro, saranno introdotti i cosiddetti contributi figurativi, come avviene, per esempio, durante la maternità.
L’aliquota per i subordinati dovrebbe passare dal 23 al 27%.

Infine l’indennità di disoccupazione sarà estesa a tutti i lavoratori e aumentata fino al 60% dell’ultima retribuzione. Si potrà godere a due condizioni: che si frequenti un corso di formazione professionale e che si accetti un nuovo lavoro di pari qualifica.

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