Pensioni, si alza l’età per tedeschi e britannici.

67 e 68 anni. Saranno questi i limiti di età per andare in pensione, rispettivamente, in Germania e nel Regno Unito. Quale strada prenderà il governo italiano?

 

Mentre in Italia si sta per aprire lo spinoso dossier pensioni e l’Inps registra l’ennesima impennata della spesa, altri paesi corrono ai ripari.
Germania e Regno Unito hanno deciso di innalzare l’età pensionabile rispettivamente a 67 e 68 anni.

La questione previdenziale è un problema che interessa un po’ tutta l’Unione europea. I sistemi pensionistici furono concepiti in periodi caratterizzati da una fortissima espansione economica e da un’impetuosa crescita demografica. Attualmente, invece, il progressivo invecchiamento della popolazione e il forte tasso di denatalità rendono insostenibile, senza interventi correttivi, la spesa per le pensioni.

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Germania, dal 2029 la svolta

Il progetto approvato dal governo tedesco prevede un graduale aumento dell’età pensionabile da 65 a 67 anni, dal 2012 al 2029. La riforma interesserà i lavoratori nati dopo il 1964. Per chi ha versato almeno 45 anni di contributi rimane in vigore la soglia dei 65 anni.

L’esecutivo tedesco è intervenuto anche per favorire l’occupazione dei lavoratori con età superiore ai 50 anni. La soluzione adottata sarà quella dell’incentivo: lo Stato verserà a queste persone, nel primo anno, il 50% e, nel secondo, il 30% della differenza tra il nuovo stipendio e lo stipendio netto dell’ultimo lavoro svolto.
L’obiettivo è quello di alzare dal 45 al 50%, entro il 2009, la quota dei lavoratori con oltre 50 anni ancora occupati.

Regno unito, 68 anni dal 2046

La strada intrapresa dal governo inglese prevede un aumento graduale dell’età fino a 68 anni, per entrambi i sessi, nel 2046.
Attualmente la legge prevede come età per andare in pensione 65 anni per gli uomini e 60 per le donne. Tra il 2010 e il 2020 l’età delle donne sarà elevata a 65 anni. Dal 2024, per entrambi i sessi, la soglia inizierà gradualmente a crescere fino ad arrivare al limite fissato per il 2046.
Alle donne saranno riconosciuti gli anni passati ad allevare i figli.
Inotre, dal 2012, le pensioni non saranno più agganciate all’inflazione, ma alla dinamica dei redditi.

Per ora la riforma non toccherà i dipendenti pubblici che continueranno ad andare in pensione a 60 anni.

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