Ue, l’Italia è il paese più “vecchio”. Chi pagherà le pensioni?

I dati Eurostat lanciano l'allarme: la popolazione europea invecchia e diminuisce. Nonostante gli immigrati



Sempre più over 80 e sempre meno bebè. Una tendenza che riguarda tutto il vecchio continente e che preoccupa Bruxelles: occorre attuare delle riforme tese a tagliare la spesa pensionistica e quella sanitaria, invoca la Commissione europea, dopo la presentazione del rapporto dell’ufficio statistico europeo  Eurostat.

E l’Italia è tra i paesi che preoccupa di più, nonostante la recente riforma abbia progressivamente (da qui gli “scalini“) innalzato l’età pensionabile fino al raggiungimento del 61° anno di età (62° per gli autonomi) dal 1° gennaio 2013.

Le decisioni adottate con il protocollo sul welfare, sottoscritto da governo e parti sociali nel luglio 2007, potrebbero però non bastare, dal momento che già oggi il Belpaese è il più vecchio d’Europa.

Secondo Eurostat, infatti, la quota delle persone over 65 nella Penisola è destinata a salire dal 20% del 2008 (la più elevata d’Europa) al 32% del 2060 (contro una media Ue del 29,9%); mentre quella degli over 80 dall’attuale 5,5% (anche questo è un record europeo) al 15% del 2060 (contro una media Ue del 12%). Questo soprattutto a causa del basso tasso di natalità.

Di conseguenza il rapporto tra la popolazione oltre i 65 anni e la popolazione in età lavorativa è previsto in aumento dal 25% del 2008 al 53% del 2060. In altre parole, ci sarebbero soltanto due persone in età lavorativa per ogni persona di 65 anni o più nel 2060, rispetto alle quattro persone a una di oggi.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963