Pensioni, via libera al cumulo

Da gennaio per chi lavora sono eliminate le penalizzazioni sul trattamento previdenziale

 

Da gennaio sarà possibile lavorare dopo la pensione senza subire alcuna penalizzazione retributiva.

L’Inps, con la circolare n. 108/2008, ha fornito i chiarimenti sul funzionamento del cumulo, così come previsto dall’articolo 19 della legge n. 133/2008 (manovra d’estate).

Pensioni retributive
L’eliminazione del divieto di cumulo non interessa le pensioni di vecchiaia esenti da tempo da qualsiasi trattenuta.
Novità, invece, per i pensionati d’anzianità. Fino al 31 dicembre esenti dal divieto di cumulo solo coloro che hanno acquisito il diritto con 40 anni di contributi o, in alternativa, con 37 anni di versamenti combinati a un età minima di 58 anni. Gli altri perdevano tutta la pensione se si rioccupavano come dipendenti; mentre se svolgevano un’attività autonoma dovevano rinunciare al minor importo fra il 30% della quota eccedente il trattamento minimo (5.760 euro nel 2008) e il 30% del reddito conseguito.

Dal 1° gennaio cambia tutto: assegno pensionistico e redditi di lavoro diventano cumulabili per i titolari di trattamenti anticipati. Fermo restando che i dipendenti possono beneficiare del doppio reddito solo se c’è stata, in data anteriore alla decorrenza della pensione di anzianità, la cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia il divieto resta per i soggetti che hanno usufruito di particolari forme di pensionamento anticipato. È il caso di coloro che, una volta acquisito il diritto alla pensione di anzianità, sono passati a part time e hanno continuato a lavorare percependo una parte di pensione e una di stipendio. Tra gli esclusi ci sono, infine, i titolari di assegno a sostegno del reddito di cui beneficiano i lavoratori incentivati all’esodo (del credito e di altri settori).

Pensioni contributive
Dal prossimo anno l’eliminazione del divieto di cumulo interesserà anche i trattamenti contributivi, fino ad oggi pesantemente penalizzati. Via i tagli per le pensioni acquisite con almeno 40 anni di contributi, raggiungibili contando anche i versamenti utilizzati per la liquidazione di supplementi. Cumulo libero anche per chi, con minore anzianità assicurativa, ottiene l’assegno a 65 anni, se uomo, o a 60 anni, se donna. Nessuna trattenuta, infine, per chi ha raggiunto il diritto alla pensione con i nuovi requisiti di età e di contribuzione previsti dalla legge 247/2007, con il nuovo sistema degli scalini e delle quote.

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