Pensioni, tempi e modalità dei rimborsi: il decreto punto per punto

Meccanismi di perequazione e indicizzazione; i rimborsi per i tagli della legge Fornero

Indicizzazione
Si parte dalla perequazione, ossia l’adeguamento della pensione al costo della vita. La rivalutazione della pensione sarà automatica e verrà riconosciuta nelle seguenti percentuali:
– al 100% per i trattamenti fino a tre volte il minimo;
– al 40% per quelli superiori a tre volte e fino a quattro volte il minimo;
– al 20% per quelli superiori a quattro volte e fino a cinque volte il minimo;
– al 10% per quelli superiori a cinque volte e fino a sei volte il minimo;
– non spetterà alcuna rivalutazione per le pensioni complessivamente superiori a sei volte il minimo.
L’indicizzazione è riconosciuta fino al concorso di ciascun limite individuato.
La scala progressiva è molto simile a quella in vigore dal 2014 e poi cancellata, ma più “rapida”.
Il decreto legge recepisce gli effetti della sentenza della Consulta sulla mancata perequazione delle pensioni . (Continua sotto)

Rimborsi
Per quanto i rimborsi per gli illegittimi tagli del passato, la questione non interessa le pensioni inferiori a tre volte il minimo (1.443 euro lordi al mese) perché non erano state interessate dal blocco dell’indicizzazione e, quindi, per esse non c’è nulla da restituire.
Invece, se la pensione sale, scatta il rimborso in una progressione decrescente al crescere della pensione stessa:
– per le pensioni da tre a quattro volte il minimo, la rivalutazione bloccata a suo tempo viene riconosciuta solo per il 40%,
– per le pensioni tra quattro e cinque volte il minimo, la rivalutazione viene riconosciuta al 20%;
– per le pensioni di fascia superiore, la rivalutazione è al 10%;
– per le pensioni superiori a 2.886 euro, invece, non sarà previsto alcun rimborso.
Per maggiori dettagli leggi “Pensioni: come saranno i rimborsi“.
La procedura di rimborso è comunque automatica e non dovrà essere fatta alcuna domanda all’Inps.

Rivalutazione
Novità anche sulle rivalutazioni della capitalizzazione del montante contributivo: il relativo coefficiente non potrà essere inferiore a uno, salvo recupero da effettuare sulle rivalutazioni successive.

Pagamenti il 1° di ogni mese
Cambia anche il giorno di accredito della pensione che ora passa al 1° giorno di ogni mese. A partire, infatti, dal 1º giugno 2015, per razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall’Inps, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell’Inail sono posti in pagamento il primo giorno di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile, con un unico mandato di pagamento. Dal 2017, i pagamenti sono effettuati il secondo giorno bancabile di ciascun mese.

Entrata in vigore
Il decreto-legge entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione. Il testo è stato approvato lunedì dal Consiglio dei ministri e nel corso dell’audizione presso le commissioni riunite Bilancio e Lavoro di Camera e Senato sulla sentenza della Consulta è stato chiesto al ministro di spiegare il ritardo. Il DL sarà inviato oggi al Quirinale, e di lì alle Camere.

Vedi anche:
Inps, pensione anticipata a 62 anni: il nuovo meccanismo
L’esperto: "L’insostenibile incoerenza della Consulta sulle pensioni"
Renzi: "Ora pensioni flessibili in legge di Stabilità". Video

Pensioni, tempi e modalità dei rimborsi: il decreto punto per punto
Pensioni, tempi e modalità dei rimborsi: il decreto punto per pu...