Pensioni senza frontiere: la Commissione Ue studia il “prodotto unico”

Bruxelles lancia i PEPP ((Pan-European Personal Pension Product)

(Teleborsa)Come sempre, sono i numeri a dettare le regole del gioco e, qualche volta, a cambiarle. Partiamo da una considerazione: da qui ai prossimi 50 anni la proporzione tra pensionati e lavoratori raddoppierà. Per fronteggiare questa nuova sfida demografica, con i singoli paesi, in sofferenza e chiamati a fare i conti con le difficoltà economiche sempre più pressanti, e le rendite pensionistiche che fanno (e, presumibilmente, faranno sempre più) fatica a garantire uno stile di vita decoroso,  la  Commissione Ue ha pensato di lanciare un nuovo prodotto. Obiettivo? Incentivare i lavoratori a creare degli schemi pensionistici individuali. Una proposta volta a creare un mercato unico previdenziale, con trattamento fiscale omogeneo in tutta l’Unione europea.

Un’Europa sempre più senza frontiere, insomma,  perché questi nuovi prodotti, a differenza degli schemi attuali, saranno portabili all’estero.

Nascono i PEPP (Pan-European Personal Pension Product), e i lavoratori che intendono risparmiare per la vecchiaia potranno acquistarli da banche, assicurazioni, istituti finanziari, fondi pensione. Il prodotto dovrà essere autorizzato dall’ EIOPA (autorità europea per le pensioni) che ha già accolto  la proposta con favore e sarà chiamato a valutare il rispetto dei criteri di sicurezza fissati da Bruxelles.
Conterrà opzioni di investimento prestabilite, un numero limitato di alternative d’investimento e i risparmiatori avranno piena protezione sul loro capitale, come anticipa il Sole24Ore.

SEMPLICITA’ E MAGGIOR CONCORRENZA – Ci saranno più alternative e in generale una maggiore offerta di mercato delle forme pensionistiche individuali, il cosiddetto terzo pilastro – spiega il presidente della Covip, Mario Padula -. I PEPP potranno aumentare la concorrenza in questo settore, e questa non può che essere una buona notizia”.
A PORTATA DI CONSUMATORE – La Commissione, inoltre, fa sapere che i nuovi strumenti di risparmio previdenziale avranno una struttura standardizzata e semplice, a portata di consumatore. Opzioni di investimento ben delineate e poche alternative, semplificazione dell’informazione agli iscritti, che potranno comparare tra offerte diverse e cambiare emittente ogni cinque anni. “Si tratta di caratteristiche assai simili ai nostri Pip o ai nostri fondi aperti – precisa Padula – il che significa che gli emittenti nazionali potranno competere con i concorrenti europei e penetrare mercati, dove gli schemi pensionistici personali a capitalizzazione hanno una diffusione più limitata”.

Per quanto riguarda la tempistica, il nuovo prodotto potrebbe arrivare entro un anno.
Inoltre, secondo uno studio Ernst & Young condotto per la Commissione, il PEPP, con incentivi fiscali concessi, può raddoppiare la crescita del mercato della pensione complementare portandolo a 2,1 trilioni di euro entro il 2030.

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