Pensioni, Quota 100 ai saluti: il piano di Draghi

Tolta dal piatto l'ipotesi di una proroga, bisogna mettere in campo contromisure efficaci per neutralizzare il temuto "scalone".

Parlare poco, agire molto, Sembra essere questa la strategia scelta da Draghi che, da capo del Governo, resta nell’ombra per poi “colpire”. Vedasi per dettaglio, le nomine di Gabrielli, Figliuolo e Curcio. 

Tanti i dossier in cima all’agenda di Palazzo Chigi, riforma delle pensioni su tutti. Anche in questo caso, pubblicamente tutto tace ma il Presidente del Consiglio lavora sottotraccia anche perchè c’è una data che non può essere aggirata e anzi si avvicina a grandi passi: il 31 dicembre, infatti, terminerà la sperimentazione triennale di Quota 100.

La missione, tutt’altro che facile, è neutralizzare il temuto “scalone” evitando che diventi una trappola e per questo servono contromisure. Le possibilità che la misura, fortemente voluta dal leader della Lega Salvini (che interessa chi ha almeno 62 anni di età e 38 di contributi versati) venga rinnovata sono decisamente ridotte, se non nulle. Sgomberata, dunque, dal campo La possibilità di ricorrere a proroghe, anche in versione “mini”.

Come ha spiegato il Sole 24 Ore, Draghi non potrà prescindere dalle sollecitazioni in arrivo dall’Europa come anche le richieste dei Sindacati. La strada più complessa ma anche necessaria porta ad una riforma strutturale, non facile da portare a termine.  Non è però l’unica opzione: si potrebbe anche agire sulle soglie di pensionamento e sui coefficienti di trasformazione, rimanendo nel “solco” contributivo.

C’è  poi anche terza opzione, riportata sempre il quotidiano economico: quella cioè “di collocare l’intervento sulla previdenza all’interno della costruzione di un nuovo Welfare emersa dal discorso alle Camere del premier”.

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