Pensioni, ecco cosa cambia

Nonostante lo stop su servizio militare e laurea, per la previdenza arrivano regole molto più restrittive. A cominciare dal contributo di solidarietà

Nonostante lo stop sulla stretta relativa al riscatto della laurea e del servizio militare, il 2011 ha messo in campo sostanziali novità. Le norme sono contenute nella manovra contenuta nella legge 111/2011. Vediamo in sintesi cosa cambierà.

Perequazione automatica. E’ un meccanismo che adegua le pensioni al costo della vita. Ebbene a parte le pensioni fino a 1.428 euro – che non subiscono limitazioni  le altre subiranno un adeguamento ridotto: solo il 70% per gli assegni di fascia intermedia, oltre i 2.300 blocco totale delle perequazioni. La disciplina ordinaria tornerà in vigore a partire dal 2014.

Speranza di vita. Anticipo al 1° gennaio 2013 del sistema di adeguamento dell’età pensionistica in funzione alle speranze di vita. E’ previsto ogni tre anni l’Istat certifica le speranze di vita e, se queste crescono, automaticamente crescono i requisiti anagrafici per le pensioni di vecchiaia e di anzianità.

Contributo di solidarietà. Tre le ipotesi: fino a 90mila euro lordi nessun prelievo, tra i 90mila e i 150mila prelievo del 5%, oltre l’aliquota passa al 10%.

Età delle donne. Dal 1° gennaio 2020 inizieranno a salire gradualmente  requisiti anagrafici, fino ad arrivare al 2032 quando l’età minima per le donne sarà di 65 anni.

Finestre d’uscita. La novità è prevista per chi va in pensione con 40 anni di contributi, senza requisito dell’età. In pratica entrano in vigore delle mini finestre che ritarderanno il godimento della pensione. Il calendario è il seguente: per chi matura i requisiti nel 2012, l’uscita dal lavoro slitta di un mese; due mesi dal 2013, tre per le pensioni maturate a partire dal 1° gennaio 2014.

Pensioni, ecco cosa cambia