Pensioni, l’aumento dell’età fa colare a picco i nuovi assegni

Crollo del 34% a causa dell'aumento di 4 mesi delle speranze di vita. Dimezzati anche gli assegni sociali

(Teleborsa)  Crollano gli assegni pensionistici liquidati dall’INPS nel primo semestre, perlopiù a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile scattato nel 2016, relativo all’aumento della speranza di vita di 4 mesi certificato dall’Istat.

Secondo l’ultimo monitoraggio INPS, nei primi sei mesi dell’anno, il numero delle nuove pensioni liquidate è crollato del 34% a 189.851. Tale dinamica è da attribuire al raggiungimento a dicembre del 2015 del requisito di età previsto per il pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti, bloccate per tutto il 2014 dal consistente innalzamento di tale requisito.

A causa dell’incremento di 4 mesi per speranza di vita, solo a partire dal mese di giugno il contingente mensile di nuove liquidate assume valori comparabili a quelli registrati nei mesi dell’anno precedente, in quanto si cominciano a liquidare le pensioni di vecchiaia (agli uomini) e anticipate (a entrambi i generi) relative ai soggetti che perfezionano il nuovo requisito richiesto nell’anno 2016.

Inoltre per le donne, a partire dal primo gennaio 2016, è previsto dalla legge 214 del 2011 un ulteriore incremento del requisito di età richiesto per la pensione di vecchiaia rispettivamente pari a 18 mesi per le lavoratrici dipendenti e 1 anno per le lavoratrici autonome.

Gli assegni sociali si sono quasi dimezzati da 25.939 del primo semestre del 2015 a 13.912 dei primi sei mesi di quest’anno con un calo del 46,4%. La ragione è la stessa.

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