Pensioni ed esodati: fra emergenza e demagogia. L’esperto

Il legame tra esodati e finanza pubblica? Se si tutelano gli over 50, non c’è trippa per gatti per i 30enni

Il termine esodato è ormai entrato nel linguaggio di tutti i giorni. Esodato è il lavoratore che, giunto in prossimità del pensionamento, ha concluso con la sua azienda un accordo per lasciare il posto di lavoro in cambio di una copertura economica fino al raggiungimento effettivo della pensione.

La crisi finanziaria in cui siamo finiti nel 2011, con la credibilità del sistema Italia ai minimi – vi ricordate Sarkozy ghignante alle spalle del premier Berlusconi? – l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano decise di nominare Mario Monti presidente del consiglio, che subentrò al dimissionario Cavaliere. Monti, consapevole che la riforma delle pensioni valeva 300 punti di spread sul bund tedesco, nominò la più grande esperta di sistemi pensionistici, Elsa Fornero, allieva del prof. Onorato Castellino (imprenscindibile il volume curato da Castellino “Le pensioni difficili”, il Mulino, 1995, in mancanza di una biblioteca a portata di mano, leggetevi almeno questo ).

Fornero, in un mese, mise a punto la riforma delle pensioni, estendendo il metodo contributivo per tutti (cosa che non fu possibile nel 1995 quando i sindacati si opposero alla volontà di Lamberto Dini). Il ministro torinese, prima di procedere, chiese i numeri all’Inps di coloro che avevano concluso un accordo con la loro azienda in procinto di beneficiare della pensione. L’allora commissario straordinario dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, fece il pesce in barile e comunicò dati inesatti. Non ci meravigliamo poiché Mastrapasqua è oggi agli arresti domiciliari per la truffa all’Ospedale Israelitico di Roma (dove era direttore generale, mentre presiedeva l’Inps, rob de matt!, come si fanno ad accumulare due incarichi esecutivi così?).

Fornero andò avanti e nel 2012 vennero fuori le prime magagne che portarono all’introduzione del termine esodato. Siccome in Italia la classe over-50 è di gran lunga dominante, sembra che il tema degli esodati debba costantemente essere al centro dei governi che si succedono.
Anche il governo Renzi – pressato dai sindacati, che hanno spinto sul ministro del Lavoro Giuliano Poletti – è stato indotto a inserire nella Legge di Stabilità un’ulteriore vagonata di risorse a favore degli esodati.
Chiariamo un punto decisivo. Agli esodati, ai quali va la mia solidarietà, andava offerta l’opzione di andare subito in pensione con il sistema contributivo. Non si vede perché questi soggetti possano beneficiare di un sussidio pubblico (indipendentemente da altri redditi, beninteso) dato dal sistema retributivo, quando lasciano il lavoro prima del tempo. Siccome lavori meno, e smetti di lavorare quando sei ancora giovanissimo, hai diritto a un sussidio. Andatelo a dire a un giovane di 30 anni che ha perso il lavoro e avrà una pensione di 200 euro al mese a 67 anni.
Come esiste l’opzione donna – rinnovata per il 2016, che prevede il diritto per le donne con 57 anni e 35 anni di contributi di andare in pensione anzitempo, ma il calcolo della pensione avviene col contributivo -, dovrebbe esistere l’opzione per gli esodati alle stesse condizioni.

Con i numerosi interventi, per miliardi di euro, a favore degli esodati, il problema è stato superato (naturalmente i sindacati, allargando le maglie dell’intervento, sostengono ogni anno che gli esodati aumentano), ma il costo per il contribuente è stato notevole. Abbiamo quindi migliaia di persone tutelate, che a 55 possono lavorare in nero e intanto ricevere la pensione, che pagano – in un sistema a ripartizione – i giovani lavoratori. Una soluzione tipicamente all’italiana.

Come ha scritto saggiamente il giurista Pietro Ichino, è profondamente sbagliato usare la pensione come sostituto del trattamento di disoccupazione. Se non vogliamo smontare la riforma Fornero del dicembre 2011, questo problema andrebbe affrontato mediante l’ampliamento e il rafforzamento dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego-ASpI, cioè sul terreno del trattamento di disoccupazione.
Qual è il legame tra esodati e finanza pubblica? Se si tutelano gli over-50, non c’è trippa per gatti per i 30enni. Elementare, Watson.

A cura di Beniamino Piccone
Docente di Sistema Finanziario e Private banker

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