Pensioni d’oro: l’INPS non può togliere 651mila euro l’anno all’ex legale del Comune di Perugia

L'ex legale del Comune di Perugia riceverà la cifra più alta mai presa al mondo da un dipendente comunale, con buona pace dell'Inps

La cifra più alta mai presa al mondo da un dipendente comunale appartiene all’ex legale del Comune di Perugia Mario Cartasegna. È lui il detentore di questo record arrivato a suon di ricorsi per raggiungere la ragguardevole cifra di 651 mila euro lordi all’anno, 20 mila euro al mese. Il frutto di questa cifra è dovuto ai bonus che godeva in attività e che ha vantato per la pensione.

La storia è stata raccontata dal Corriere della Sera e spiega come il legale sia stato in grado di ottenere quella pensione, ma soprattutto come abbia fatto a cancellare l’intervento dell’Inps che chiedeva la riduzione. Andato in pensione nel 2008, durante gli anni al Comune di Perugia godeva anche “di un bonus supplementare allo stipendio per ogni causa vinta” e per la pensione voleva anche vantare un secondo “benefit spropositato”: il diritto a calcolare ai fini della pensione anche quelle percentuali sulle cause vinte.

Sembrava una battaglia persa e invece l’Inpdap non ha fatto appello alla sua richiesta e così moltiplicando i suoi guadagni medi da 200mila a oltre un milione di euro per le tante cause vinte, riesce ad ottenere un vitalizio pari 651mila euro. Due anni dopo però l’Inps interviene e chiede la restituzione di 3,7 milioni e riduce il vitalizio a 5300 euro lordi al mese.

L’avvocato però non ci sta e riparte di nuovo all’attacco con numerosi ricorsi. La Corte dei Conti in primo grado dichiara legittimo l’intervento dell’Inps, ma la Sezione prima di appello della magistratura contabile ribalta tutto. La revisione andava richiesta entro tre anni dall’ottenimento della pensione ed erano quindi scaduti nel 2016 i limiti di tempo perché Cartasegna è andato in pensione nel 2008.

Alla Nazione Umbria ha parlato il legale Alarico Mariani Marini che ha difeso la posizione dell’avv. Cartasegna: “Si tratta di una sentenza lineare, che ha accolto una delle tesi che noi avevamo prospettato, visto che avevamo proprio eccepito che erano scaduti i termini per presentare ricorso da parte dell’Inps“. La pensione di Cartasegna è così salva: 651 mila euro annui dovuti allo stipendio per l’Avvocatura e alle cifre percepite per le cause vinte.

La differenza è tra dipendenti pubblici e privati: l’Inps può ricorrere contro pensioni spropositate dei dipendenti pubblici entro tre anni, mentre per i privati la prescrizione non esiste e l’Inps può rivalersi sul soggetto in qualsiasi momento per restituire le somme percepite.

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