Pensioni d’oro, c’è l’accordo: contributo di solidarietà per 5 anni

Sembra invece definitivamente tramontata l'ipotesi del ricalcolo con il sistema contributivo

Accordo raggiunto tra M5S e Lega in materia previdenziale, a quanto apprende l’Adnkronos. Le norme saranno adottate con un ddl collegato alla manovra o con decreto legge.

Per le pensioni d’oro, come ventilato nelle scorse settimane, ci sarà il contributo di solidarietà per 5 anni e il raffreddamento dell’indicizzazione, mentre è definitivamente tramontata l’ipotesi del ricalcolo con il sistema contributivo. Per la riforma della Fornero confermata quota 100 con 38 anni di contributi e 62 anni di età e le finestre di uscita con un preavviso di 6 mesi per i dipendenti pubblici.

Contributo di solidarietà per 5 anni
Nel dettaglio, il contributo di solidarietà dovrebbe portare nelle casse dello Stato poco più di un miliardo di euro in 5 anni. Colpirà gli assegni superiori a 90.000 euro lordi annui con aliquote progressive a partire dall’8% fino a un’aliquota del 20% per le pensioni oltre 200.000 euro lordi. Dal raffreddamento dell’indicizzazione arriveranno invece circa 300 milioni l’anno. In pratica per le pensioni fino a 2.000 euro netti al mese ci sarà un aumento del recupero, mentre per quelle di importo superiore scatterà un progressivo raffreddamento della perequazione fino a un sostanziale azzeramento per le pensioni oltre i 5.000 euro netti.

Quota 100
Relativamente all’uscita anticipata sostanzialmente confermata quota 100 che scatterà con almeno 38 anni di contributi e 62 di età. Sono reintrodotte le cosiddette finestre d’uscita nel numero di 4, una ogni tre mesi, il che significa che per uscire dal lavoro una volta raggiunto il requisito occorre aspettare la prima finestra utile. Viene comunque ipotizzato un meccanismo di finestra mobile di 3 mesi che fa in modo che dalla maturazione del requisito non si superano mai i tre mesi per andare in pensione. Per i dipendenti pubblici oltre al meccanismo delle finestre viene introdotto anche un preavviso di 6 mesi che servirà agli uffici per gestire eventuali richieste massicce che potrebbero mettere in difficoltà il funzionamento stesso della macchina amministrativa.

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