Pensioni, i contributi non sono sufficienti per pagare gli assegni

Secondo la Cgia di Mestre a fronte di oltre 258,37 miliardi di spesa, il gettito contributivo si attesta a 209,08 miliardi

L’80,9% della spesa previdenziale è coperta dai contributi versati dai lavoratori italiani, siano essi dipendenti o autonomi. E’ il risultato di un’analisi della Cgia di Mestre, che sottolinea che, a fronte degli oltre 258,37 miliardi di euro di spesa, il gettito contributivo è pari a 209,08 miliardi. In pratica, il deficit è di 49,29 miliardi di euro. A livello regionale, solo la Lombardia e il Trentino-Alto Adige registrano un saldo previdenziale positivo.

“Il divario esistente tra le regioni del Nord e quelle del Sud – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – è dovuto principalmente a due fattori molto legati tra di loro. Il primo è la grande dimensione del lavoro nero e di quello irregolare presente nel Mezzogiorno. Il secondo al basso tasso di occupazione e all’elevato livello di disoccupazione presente sempre nel Sud. La combinazione di questi due aspetti, purtroppo, condiziona negativamente le entrate contributive delle Regioni meridionali, facendo aumentare la disparità con le realtà del Centro Nord. Solo una seria politica di emersione di queste sacche di irregolarità – prosegue Bortolussi – può contribuire a rimettere in equilibrio i flussi di entrata con quelli in uscita del nostro sistema pensionistico”.

Se, come dicevamo, solo la Lombardia (+ 2,65 miliardi di euro pari a un tasso di copertura del 105,7%), e il Trentino (+142, 5 milioni di euro pari a un tasso di copertura del 103,5%) hanno un saldo previdenziale positivo, il Lazio (95,4%) si conquista il gradino più basso del podio. Subito dietro, il Veneto (94,2%), la Valle d’Aosta (83,8%), l’Emilia Romagna (83,4%) e il Friuli-Venezia Giulia (74,9%). Drammatica la situazione al Sud. Esclusa la Liguria (penultimo posto con una copertura del 56,4%) gli ultimi posti in classifica sono ad appannaggio delle regioni meridionali. Terz’ultimo posto alla Puglia (copertura del 58,9%) e, fanalino di coda, la Calabria (54,1%). “Pur con tutti i limiti che una riflessione del genere implica – conclude Bortolussi – anche nella previdenza dobbiamo cominciare a ragionare in chiave federalistica. Dove efficienza, responsabilità e solidarietà devono costituire le basi generali su cui appoggiare qualsiasi misura che vada a modificare il nostro sistema previdenziale”.

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