Pensioni, 40 anni di contributi non sono più sufficienti

Da ottobre sono necessari 57 anni di età compiuti entro il 30 settembre

Dal primo di ottobre, avere 40 anni di contributi non è sufficiente per andare in pensione. Per usare la finestra di uscita del lavoro che si apre, occorre avere compiuto entro il 30 settembre 57 anni. Il nuovo regime d’ottobre interessa pure i pensionati di vecchiaia: potranno smettere i dipendenti che hanno compiuto 60 anni per gli uomini e 65 per le donne entro il 30 giugno e gli autonomi che hanno compiuto la stessa età entro lo scorso 31 marzo.
Invece gli effetti introdotti dalla manovra economica (legge 122/2010) interesseranno coloro che matureranno i requisiti a partire dal 2011.

Dunque le regole valide per quest’anno stabiliscono che chi raggiunge la pensione di anzianità con meno di 40 anni per via delle quote (somma degli anni di contributi ed età) può usufruire di due uscite. I dipendenti, a seconda che i requisiti siano raggiunti nel primo o nel secondo semestre, possono lasciare il lavoro dal primo di gennaio o dal primo luglio dell’anno successivo. Autonomi, artigiani, commercianti e coltivatori diretti, possono andare in pensione, rispettivamente, dal primo luglio dell’anno successivo, se raggiungono i requisiti entro il primo semestre dell’anno o dal 10 gennaio del secondo anno successivo, se li raggiungono nel secondo semestre.
Per coloro che hanno 40 anni di contributi restano valide le quattro finestre in vigore dal 2007.
Per i dipendenti le uscite di luglio e ottobre si aprono per chi matura, rispettivamente, i requisiti entro il primo o secondo trimestre dell’anno e sono legate a un’età minima di 57 anni. Tale condizione non viene richiesta invece per le vie d’uscita di gennaio e aprile, alle quali può accedere chi raggiunge i 40 anni nel corso del terzo e quarto trimestre dell’anno precedente.
La pensione arriva da ottobre, da gennaio, da aprile e da luglio dell’anno successivo, a secondo che il requisito venga maturato rispettivamente nel primo, secondo, terzo o quarto trimestre dell’anno. Lo stesso per i pensionati di vecchiaia: i dipendenti possono intascare l’assegno all’inizio del trimestre successivo a quello in cui maturano i requisiti anagrafici e di contribuzione.

Dal prossimo anno le regole saranno completamente diverse.
Per prima cosa arrivano le finestre mobili, ovvero la decorrenza del pensionamento (anzianità o vecchiaia) dopo 12 mesi, nel caso dei lavoratori dipendenti, e dopo 18 mesi, nel caso dei lavoratori autonomi.
Per quanto riguarda la riscossione della pensione le date sono queste: a partire dal 13° mese successivo a quello in cui si maturano i requisiti, oppure a partire dal 19° mese per i lavoratori autonomi.

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