Pensioni: come e perché vanno ridotte le “distorsioni” del sistema

Il neo presidente dell'Inps Tito Boeri prepara una revisione del sistema pensionistico

Beniamino Piccone

Beniamino Piccone Docente di Sistema Finanziario presso LIUC - Università Cattaneo. Private banker , private banker presso Nextam Partners. Non si può essere sempre d'accordo. Anzi. E' dal confronto e dalla dialettica che nascono e fioriscono le idee migliori

Il neo presidente dell’Inps Tito Boeri prepara una revisione del sistema pensionistico

 

Il nuovo presidente dell’Inps Tito Boeri sta dando seguito all’operazione trasparenza. Per fortuna stiamo uscendo da un sistema basato sull’opacità, amata dalla presidenza Mastrapasqua, secondo il quale la trasparenza e le stime sulle future pensioni potevano causare “sommovimenti sociali”.
Dopo aver diffuso i numeri deficitari del Fondo speciale per il trasporto aereo, gravati dal più costoso salvataggio della storia italiana – l’Alitalia – nei giorni scorsi l’Inps ha diffuso i dati sulle pensioni dei dirigenti privati, la cui cassa di previdenza, l’Inpdai, è stata assorbita dall’Inps nel 2003, gravata da deficit insostenibili.

Sull’Inpdai gravavano i costi intergenerazionali del sistema retributivo, che come è noto, è un regalo a favore delle classi più avanti negli anni, a cui, indipendentemente dal reddito, si concedono sussidi sotto forma di pensioni maggiorate.

L’Inps ha proceduto a simulare il ricalcolo col metodo contributivo delle pensioni dei dirigenti. Il risultato è soprendente solo per coloro che si ostinano a non capire l’insostenibilità del metodo retributivo: l’88% dei dirigenti privati percepisce una pensione ben superiore ai contributi versati rivalutati. In media gli assegni sono maggiorati del 23,4%, pari a una spesa annua in più (veri e propri sussidi a chi sta bene, come i dirigenti in pensione) pari a un miliardo e mezzo di euro annui. Quanti bisognosi, poveri e indifesi si possono tutelare con un miliardo e mezzo di euro?

Le regole dell’Inpdai erano scritte male, danneggiando implicitamente i giovani, che devono ora contribuire a salvare la baracca ed evitare il crac. Per ottenere la pensione, pari all’80% dello stipendio, bastava lavorare 30 anni (contro i 40 degli impiegati). Secondo i calcoli di Boeri, per il 20% dei dirigenti in pensione, il taglio per adeguarsi al corretto metodo contributivo sarebbe superiore al 40%.

Entro giugno l’Inps fornirà dati e proposte di revisione del sistema pensionistico, volte a ridurre le enormi distorsioni in essere. La direzione segnata è quella giusta. E’ opportuno procedere a correggere un sistema iniquo, che non fa che aumentare la concentrazione del reddito e della ricchezza. La sinistra, che dice di essere d’accordo con Thomas Piketty – autore di “Il capitale nel XXI secolo” (Bompiani, 2014), dovrebbe sostenere pancia a terra i progetti di Boeri.

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Beniamino Piccone Non si può essere sempre d'accordo. Anzi. E' dal confronto e dalla dialettica che nascono e fioriscono le idee migliori Insegna Sistema Finanziario presso LIUC Università Cattaneo. Private banker presso Nextam Partners Sgr. Collaboratore di Repubblica, è l'animatore di Faust e il Governatore, apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico. Ha curato il volume di Paolo Baffi e Arturo Carlo Jemolo Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (Aragno, 2014) e, con Sandro Gerbi, il volume di Paolo Baffi Parola di Governatore, (Aragno, 2013). http://fausteilgovernatore.blogspot.it/

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