Pensioni, Boeri attacca il governo: “Misure non credibili, la mia riforma costava meno”

Con la riforma attuata dal governo la spesa pensionistica salirà di 44 miliardi

Il presidente dell’Inps Tito Boeri, dopo aver attaccato frontalmente il governo per una legge di Bilancio “che va contro i giovani“, torna a contrapporti all’esecutivo sulla riforma pensionistica. “Le misure prerse dal governo non sono credibili – dice -, così peraltro la spesa pensionistica salirà di 44 miliardi, mentre la mia proposta di riforma del sistema pensionistico costava decisamente meno”.

“Mi sembra che gli impegni del governo sulle pensioni non siano tanto credibili – riprende il presidente Inps -. Speriamo che nella seconda fase del confronto con i sindacati, il prossimo anno, si possa mettere in campo una strategia coerente. Bisogna vedere se il governo avrà la forza per farlo”. A sostegno della sua posizione, l’economista ha citato l’esempio degli interventi di salvaguardia per gli esodati: “Ci avevano detto che il settimo sarebbe stato l’ultimo, invece c’è stato l’ottavo e ho già il tam tam del nono”.

Boeri – in un’intervista al Corriere della Sera – valuta nella loro interezza le misure del governo in materia previdenziale. “La nuova legge di bilancio – spiega – compie un’operazione importante sulle pensioni: elimina le ricongiunzioni onerose fra casse previdenziali diverse. E’ positivo per l’equità e anche per l’efficienza e la crescita, perché evita di penalizzare chi cambia lavoro”. “Poi c’è una seconda operazione – aggiunge – che questa legge di bilancio tenta: la flessibilità in uscita”. Tuttavia, bisogna stare “attenti a non aumentare gli oneri sulle generazioni future”. Boeri mette in guardia anche dalla sanatoria su penali e interessi. “Mi preoccupa – dice – che possa avare effetti sulla raccolta contributiva. Con operazioni di questo tipo c’è sempre il rischio di dare segnali di lassismo, non vorrei si indebolisse la campagna fatta per contrastare l’evasione”.

“Secondo le nostre stime – nota Boeri – ciò che oggi è scritto nella legge di bilancio – gli interventi sulla quattordicesima, sui lavoratori precoci e la sperimentazione sull’Ape social – aumenta il debito pensionistico di circa 20 miliardi. Poi ci sono i costi legati all’estensione della fascia di reddito non tassata per i pensionati, più i crediti d’imposta per chi chiede l’Ape di mercato. E varie questioni aperte, che possono generare altre spese”. “Non è detto – aggiunge – che dopo il 2018 sarà facile interrompere l’Ape social, anzi la pressione ad allargare la platea dei beneficiari sarà forte. Se questo strumento fosse rinnovato anche solo nella forma attuale e reso strutturale, ci sarebbero altri 24 miliardi di debito pensionistico. Dunque in totale 44 miliardi in più”. “Le nostre proposte – spiega – riducevano il debito pensionistico ed era anche prevista una riduzione parziale di certe pensioni attuali. Abbassavamo così il debito pensionistico di circa il 4% del Pil”.

Leggi anche:
Legge di Bilancio, Boeri attacca Renzi: “E’ contro i giovani”
Pensione anticipata, tutte le novità dell’Ape in legge di Bilancio
Pensionati che emigrano all’estero sotto la lente del Fisco
I paesi dove fuggono i pensionati Inps con gli assegni più ricchi
In fuga all’estero con la pensione: come e dove si vive da nababbi

 

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Pensioni, Boeri attacca il governo: “Misure non credibili, la mi...