Pensioni, Ape al debutto. Tassi vantaggiosi per i primi beneficiari

Si può ipotizzare che i primi che aderiranno all’anticipo pensionistico spunteranno interessi più vantaggiosi

L’Ape, l’anticipo pensionistico, debutterà il 1° maggio e il governo stringe i tempi sui decreti attuativi della riforma previdenziale per arrivare puntuale alla data.  Uno dei nodi da sciogliere era quanto bisogna riconoscere di interessi alle banche sul prestito per chi farà richiesta di anticipo pensionistico volontario. Come spiega Il Sole 24 Ore, è stato trovato l’accordo con le banche che aderiscono alla convenzione sul valore di riferimento: il tasso annuo nominale (Tan) è stato fissato al 2,75%. Il tasso è fisso ma ogni tre mesi verrà aggiornato agli andamenti del mercato. Quindi conviene far subito richiesta.

QUANTO COSTA L’APE? IL TASSO – Informazioni più precise sull’ammontare della penalizzazione sull’assegno arrivano dopo l’intesa tra governo e banche convenzionate (ad oggi meno di una decina). Secondo le prime rivelazioni il tasso annuo nominale (Tan) si aggirerà intorno al 2,75%. Il tasso, come prevede la norma, sarà fisso per la durata del prestito, ma il suo livello potrà essere aggiornato ogni due o tre mesi sulla base degli andamenti del mercato. Di conseguenza, se si dovesse confermare l’attuale andamento di aumento, seppure lieve, dei tassi (il rendimento del BtP decennale, ad esempio, è salito del 30% negli ultimi quattro mesi), diventa conveniente fare subito richiesta di accesso all’anticipo pensionistico perché i primi a ottenerlo probabilmente spunteranno interessi più vantaggiosi.

GLI ALTRI COSTI – Ancora da definire il costo del previsto premio assicurativo finale, che potrebbe essere un po’ più elevato del 29% originariamente previsto, quando il Tan era ipotizzato al 2,5%.
Da ultimo bisogna conteggiare anche le commissioni di accesso al Fondo di garanzia che sarà attivato dal ministero dell’Economia e che andrà a coprire fino all’80% i tre rischi legati al finanziamento dell’Ape: il mancato rispetto dei pagamenti rateizzati, la morte prematura del beneficiario e il fallimento dell’assicurazione. La commissione in questione dovrebbe avere un valore variabile tra 1% e 2% (tra lo 0,05% e lo 0,1% l’anno).
In ogni caso è previsto che la rata non dovrà superare il 30% dell’importo della pensione (tenendo conto anche di altri oneri finanziari in essere come, per esempio, mutuo casa o altro prestito bancario). L’anticipo non potrà superare il 90% della pensione certificata né scendere al di sotto dei 700 euro (che corrispondono a 1,4 volte la pensione minima).

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