Pensioni, all’inizio dell’anno arriva il Decreto del governo

Il decreto legge con le norme sulla previdenza dovrebbe essere approvato tra il 10 e il 12 gennaio

(Teleborsa) Tabella di marcia fittissima per il governo gialloverde alla prese con la Legge di Bilancio che proprio in queste ore vede il traguardo, soffertissimo,  dell’approvazione finale. Stiamo parlando infatti di una vera e propria corsa contro il tempo condita da risse e liti: entro il 31 dicembre, per evitare di arrivare a esercizio provvisorio di bilancio, il testo deve essere sulla scrivania del Capo dello Stato Sergio Mattarella per la firma.

PENSIONI, DECRETO A INIZIO ANNO – Altra data da segnare sul calendario per l’esecutivo è gennaio: il decreto legge con le norme sulla previdenza dovrebbe essere approvato, infatti, in apertura del nuovo anno, precisamente  tra il 10 e il 12 gennaio. 
UN RICCO MENU’ – Lo fa sapere il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon sottolineando che ci saranno le norme sull’accesso alla pensione con la cosiddetta Quota 100, sul blocco dell’aumento dell’aspettativa di vita per le pensioni anticipate, sulla proroga dell’Ape sociale e sull’opzione donna. Non ci sarà invece l’abbassamento dal 2,8 a 2 volte il trattamento minimo della soglia per l’accesso alla pensione anticipata nel regime contributivo.
Il decreto introdurrà le modifiche alla normativa previdenziale tendendo conto dei “limiti delle risorse stanziate” nella legge di bilancio per il 2019 che dovrebbero essere, come indicato nel testo approvato al Senato, 3.968 milioni nel 2019, 8.336 nel 2020 e 8.684 per il 2021. La sperimentazione per l’anticipo pensionistico per chi ha almeno 62 anni di età e 38 di contributi e per chi ha almeno 42 anni e10 mesi di contributi a prescindere dall’età (41 e 10 per le donne) sarà triennale. Il 1 gennaio 2019 scatteranno dunque le nuove regole per l’accesso alla pensione con l’incremento di cinque mesi legato all’aspettativa di vita sia per la vecchiaia (che passa da 66 anni e sette mesi a 67 anni) che per la pensione anticipata (da 42 anni e 10 mesi a 43 anni e tre mesi) ma entro la metà del mese dovrebbe arrivare il decreto che “riporta indietro” i requisiti per la pensione anticipata a quelli del 2018.
OCCHIO ALLA FINESTRA – Si introducono però le finestre trimestrali e di fatto il “vantaggio” sarà di soli due mesi. Per chi non ha i requisiti previsti dalla cosiddetta quota 100 o quelli per la pensione anticipata l’età per l’uscita sarà a 67 anni.   
LA PROTESTA DEI PENSIONATI – Restando in tema di pensioni, intanto, i sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno organizzato per la giornata di ieri, venerdì 28 dicembre, manifestazioni di protesta in tutta Italia contro la decisione del governo di tagliare la rivalutazione delle pensioni. “Il governo – denunciano i segretari generali di Spi, Fnp e Uilp, Ivan Pedretti, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima – usa i pensionati italiani come un bancomat. E’ una decisione scellerata e insopportabile”.  
All’origine della protesta, appunto, c’è il taglio dell’indicizzazione delle pensioni al costo della vita. Ogni anno infatti gli assegni crescono automaticamente per adeguarsi all’aumento dell’inflazione, cioè dei prezzi, impedendo così che il trattamento pensionistico si svaluti. Il prossimo gennaio questo adeguamento subirà dei tagli per tutte le pensioni sopra i 1522 euro lordi, con un a percentuale che varierà a seconda degli importi, con una decurtazione dal 97 al 47% degli aumenti previsti.  

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