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Pensioni: 7 milioni di “buste arancioni” in arrivo. A chi e quando

Il presidente dell'INPS Tito Boeri ha annunciato l'invio dell'estratto conto contributivo contenente una simulazione della pensione

Non solo online. Il simulatore INPS per il calcolo della pensione, servizio che l’Istituto di previdenza ha chiamato “La mia pensione” e che nella sua versione cartacea mutua il nome dall’analoga busta arancione svedese, inizierà ad arrivare nelle case di 7 milioni di lavoratori ad aprile.  I documenti conterranno l’estratto conto contributivo e una simulazione della pensione.  Lo ha annunciato il presidente dell’Istituto di previdenza, Tito Boeri.
“Finalmente inizieremo a mandare le buste arancioni nelle case degli italiani – ha detto Boeri – e inviteremo le persone a digitalizzarsi e a fare le simulazioni online per aumentare la loro consapevolezza previdenziale”. Consapevole che il problema del digital divide italiano è tutt’altro che risolto, Boeri aggiunge che l’iniziativa “si rivolge principalmente ai giovani e a coloro che non hanno un’identità digitale”.

Dopo le precedenti polemiche sui ritardi della politica nell’approvare l’emendamento che avrebbe reso possibile l’invio della “busta” (La busta arancione non arriverà mai, traditi dalla politica), l’iniziativa è ora possibile grazie alla collaborazione con realtà come l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid): saranno infatti inviate circa 150mila lettere al giorno che inizieranno ad arrivare nella seconda settimana di aprile.

Anche i dipendenti pubblici riceveranno la lettera arancione dell’Inps. Le modalità sono ancora in corso di definizione ma a circa 1,5 milioni di loro, però, questa dovrebbe arrivare allegata al cedolino.
L’obiettivo dell’iniziativa, sottolinea l’Inps, “è quello di riuscire a raggiungere diverse fasce di popolazione: secondo i dati Istat, infatti, nel 2015, soltanto il 60% degli italiani si è connesso a Internet e appena il 30% degli utenti ha utilizzato la rete per interagire con la pubblica amministrazione. Sono proprio le persone che attualmente non sono digitalizzate a necessitare maggiormente di informazioni sul loro futuro previdenziale e di una maggiore consapevolezza finanziaria nonché di informazioni sui vantaggi derivanti dall’utilizzo dei servizi online”.

Inps è la prima amministrazione centrale ad aver implementato già dal 15 marzo Spid, il sistema pubblico di identità digitale, e sta implementando PagoPA, il sistema unico per i pagamenti elettronici della pubblica amministrazione.

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