Pensione troppo bassa, quando e come presentare ricorso all’Inps

Molti pensionati credono che il proprio assegno pensionistico sia troppo basso. In casi come quesi, si può ricorrere per via amministrativa

Sei appena andato in pensione e, a dispetto di quanto previsto dai calcolatori online, il tuo assegno è di gran lunga più basso rispetto al tuo ultimo stipendio.

Convinto che si tratti di un errore, ti chiedi se puoi presentare ricorso all’INPS per pensione troppo bassa e, in caso affermativo, qual è la procedura da seguire per chiedere che l’eventuale errore venga corretto e l’assegno pensionistico “integrato”. Una situazione molto più comune di quanto si possa immaginare: i pensionati che lamentano un trattamento post-lavoro troppo esiguo sono moltissimi e tutti, o quasi, si vedono costretti a presentare ricorso all’INPS per ottenere un assegno in linea con i contributi versati.

Quando parliamo di pensione troppo bassa, infatti, ci si riferisce principalmente a degli errori di calcolo commessi dall’Istituto di previdenza in fase di impostazione della propria pratica. Per ottenere quanto (sarebbe) dovuto, il pensionato può seguire diverse strade. Prima di tutto, può decidere di effettuare una segnalazione “semplice” rivolgendosi all’ufficio territorialmente competente. L’utente deve scaricare il modulo dal sito dell’Istituto di previdenza, compilarlo in ogni sua parte e inviarlo preferibilmente via raccomandata con ricevuta di ritorno (o PEC, se si ha un indirizzo di posta certificata).

Se la segnalazione non dovesse dare i risultati sperati, si può procedere con ricorso amministrativo vero e proprio, avvalendosi della collaborazione di professionisti o uffici titolati a farlo. Ad esempio, per presentare ricorso contro una pensione troppo bassa si può chiedere aiuto ai CAAF o a un consulente del lavoro, che aiuterà a compilare in maniera adeguata il modulo da inviare all’INPS. In questo caso, però, la domanda non dovrà essere cartacea, ma compilata sul portale ufficiale dell’Istituto di previdenza utilizzando le proprie credenziali SPID.

Per presentare ricorso amministrativo nei confronti dell’INPS, il pensionato ha tempo 90 giorni a decorrere dal giorno di ricezione dell’atto contestato (quindi dalla prima pensione ricevuta) o a decorrere dal 121esimo giorno dall’invio del primo reclamo.

Se anche questa strada non dovesse dare i risultati sperati, c’è ancora un’ultima carta da giocarsi: quella della Corte dei conti. Per rivolgersi ai giudici contabili si hanno a disposizione 3 anni dal rigetto dell’istanza presentata o dalla mancata risposta dell’INPS.

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