Pensione e risparmio, il Tfr meglio dei fondi pensione

Secondi i calcoli di Mediobanca sul lungo periodo rendimenti migliori dai titoli di Stato e dalla liquidazione

I fondi comuni italiani hanno chiuso il 2010 con un rendimento mendo netto del 2,4%, battendo i Bot che hanno permformato solo lo 0,9%. Ma nel lungo periodo, secondo un’analisi di Mediobanca, il confronto è deficitario per il risparmio gestito. Vediamo i conti. Dal 2005 al 2010 il patrimonio investito in fondi ha reso mediamente l’1% annuo, quello dei titoli di Stato il 2,4%. Ma la banca d’affari ha fatto i calcoli partendo dal 1984, anno di debutto dei fondi nel nostro paese. Ebbene 100 euro investiti allora si sono rivalutati del 359% se messi nei fondi e del 445% se investiti in Bot a dodici mesi.

Il giudizio conclusivo di Mediobanca è impietoso: “l’industria dei fondi continua a rappresentare un apporto distruttivo di ricchezza per l’economia del paese”, perché in dieci anni ha mandato in fumo circa 90 miliardi rispetto a un impiego a basso rischio quale quello nei titoli di Stato.

Il lavoro di Mediobanca non si è fermato ai Bot. Ha effettuato anche una comparazione sul rendimento tra fondi pensione e Tfr. Nel 2010 questi fondi hanno retto bene: rendimento medio del 3% per i fondi negoziali, 4,2% per quelli aperti. Situazione che cambia decisamente nel medio periodo. Cento euro investiti nella liquidazione nel 2000 hanno fruttato il 30%, il 14% nei fondi negoziali e solo il 2,4% in quelli aperti. Performance invariate sui cinque anni: 13,5% la rivalutazione del Tfr, 11% il rendimento dei fondi chiusi, 1,7% quello dei fondi aperti. Sono calcoli abbastanza impietosi, anche se non tengono conto delle agevolazioni fiscali (previste per chi destina denaro nei fondi), né dei versamenti effettuati dal datore di lavoro.

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