Pensione, Opzione donna: sbloccate le domande, ecco come fare richiesta

Le domande riguardanti la pensione con Opzione donna sono state sbloccate

Per tutte quelle donne che hanno i requisiti la richiesta di asdesione a Opzione donna è possibile. Una volta raggiunti tutti i requisiti necessari si può fare domanda per ottenere la pensione anche in seguito, nonostante vi siano dei cambiamenti di legge. Per tutte le donne lavoratrici, che hanno ancora qualche dubbio, se conviene fare la domanda oppure no, vi è ancora del tempo per poter decidere, lo stesso vale per quelle donne che si sono rese conto tardivamente di avere i requisiti giusti per presentare domanda.

I requisiti necessari per poter usufruire dell’opzione donna sono:

  • per quelle donne che appartengono alla categoria delle lavoratrici dipendenti è necessario aver raggiunto almeno i 57 anni di età e 3 mesi;
  • nel caso invece si tratti di lavoratrici autonome sono richiesti 58 anni e 3 mesi;
  • sono necessari 35 anni di contribuiti, in essi però non rientrano i periodi di malattia e di disoccupazione

Per garantire l’anticipo dei requisiti, è importante considerare il calcolo dell’assegno utilizzando il metodo contributivo. Questa tipologia di calcolo, differentemente dal metodo definito retributivo, non fa riferimento solo agli ultimi stipendi versati, ma a tutti i contributi che sono stati versati durante la carriera lavorativa, valutati attraverso la variazione nei 5 anni del Prodotto Interno Lordo.

Come si possono diminuire le penalizzazioni? In particolar modo la quota A diminuisce le penalizzazioni provenienti dal conteggio con il contributivo, dato che si fa rapporto alla media dei contributi, versati negli anni dal 1993 al 1995 per le lavoratrici di un ente pubblico.
E per le donne lavoratrici con dei privati, si prendono in considerazione gli anni che vanno dal 1986 al 1995, moltiplicati per tutti gli anni precedenti in cui sono stati versati i contributi.

Non vi è nessuna forma di compatibilità tra la totalizzazione e l’Opzione donna. Per cui, tutte coloro che hanno versati i diversi contributi in varie casse devono unire il tutto mediante il computo oppure il cosidetto cumulo, in modo tale che i contributi siano presenti sotto un’unica gestione.

Immagini: Depositphotos

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