Pensione, come richiedere il bonus part time entro fine anno

Per i lavoratori prossimi al pensionamento, fino a fine 2018 in vigore il bonus part time pensione. Come funziona e quali sono i vantaggi

Il part time pensione resta in vigore fino a fine 2018 per i lavoratori prossimi al pensionamento e consente a chi lo sceglie e trasforma il contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, di ottenere un bonus non tassato e altre agevolazioni contributive.

COS’È – Previsto dalla Legge di Stabilità 2016, questo contributo ritarda fino ad un massimo di tre anni la pensione, consentendo al dipendente di continuare a lavorare ma con orario part time (la riduzione dell’orario di lavoro può andare dal 40 al 60 per cento), beneficiando di un bonus in busta paga e della piena contribuzione. Il bonus può essere richiesto da chi entro quest’anno matura i requisiti per la pensione di vecchiaia, ovvero 66 anni 7 mesi d’età e 20 di contributi, e comporta diversi vantaggi sia per il dipendente che per l’azienda.

VANTAGGI – Un vantaggio per il dipendente è sicuramente quello di iniziare a lavorare part time e continuare a vedersi accreditati i contributi, calcolati su uno stipendio full time, ricevendo oltretutto un bonus esentasse in busta paga, pari alla contribuzione persa per la riduzione dell’orario di lavoro. Un altro vantaggio è quello di rendere graduale l’uscita dal lavoro così da non vedere diminuito drasticamente il potere d’acquisto (visto che solitamente l’importo della pensione è più basso di quello dello stipendio).
Dal punto di vista dell’azienda, il pro è che grazie a questo strumento riesce a risparmiare sui costi del personale.

CHI PUO’ RICHIEDERLO – Il bonus può essere richiesto da:

  • tutti i lavoratori con contratti a tempo pieno e indeterminato;
  • iscritti all’assicurazione obbligatoria Inps o sostitutive;
  • che entro il 31 dicembre 2018 maturano il diritto alla pensione di vecchiaia;
  • che abbiano raggiunto i requisiti di contribuzione minima per la pensione (20 anni di contributi).

COME FUNZIONA – L’opzione è attiva sino al 31 dicembre 2018 e permette, a chi entro questa data, matura i requisiti per la pensione di vecchiaia di chiedere che il proprio contratto full time si trasformi in part time, con una riduzione dell’orario da lavoro, che può andare dal 40 al 60 per cento. In questi casi:

  • lo stipendio mensile viene ridotto in proporzione all’orario lavorato;
  • e include anche la somma corrispondente ai mancati contributi previdenziali coincidenti con le prestazioni non effettuate.

In pratica si guadagna meno di un full time, ma più di un normale tempo parziale. Il risultato è un “part time in uscita”, con una riduzione di orario negli ultimi tre anni di lavoro prima della pensione.

COME RICHIEDERLO – Chi è convinto della convenienza del bonus e vuole utilizzarlo per ritardare l’uscita dal lavoro, deve stipulare un accordo con il datore di lavoro il quale poi dovrà trasmetterlo all’Inps e all’ispettorato territoriale del lavoro. A quel punto lavoratore e azienda siglano un vero e proprio contratto di lavoro part-time, accordandosi sulla percentuale di riduzione dell’orario; il contratto dovrà essere sottoposto al vaglio dell’ispettorato territoriale del lavoro che entro 5 giorni deve rilasciare l’autorizzazione.
Poi spetterà all’azienda trasmettere per via telematica all’Inps la quale una volta accertata la congruità rispetto alla copertura finanziaria accoglie l’istanza dando il via libera alle agevolazioni contributive.

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