Pensione anticipata: i requisiti 2019 per l’APe volontario

Le precisazioni Inps su un punto controverso relativo al requisito anagrafico per il trattamento di anticipo sulla pensione, al momento applicabile fino al 31 dicembre 2019

L’Inps ha voluto fare delle precisazioni in merito agli elementi da tenere in considerazione per chi è intenzionato a chiedere l’APe volontario. Ai fini del requisito dei tre anni e sette mesi dalla pensione di vecchiaia, si legge nella circolare dell’Istituto di previdenza, vanno infatti considerati i cinque mesi di adeguamento alle aspettative di vita che dal 2019 portano l’età pensionabile a 67 anni. Vediamo i chiarimenti della circolare.

SCATTI 2019-2021 – Il requisito anagrafico necessario è pari a 63 anni. Ma non devono mancare più di tre anni e sette mesi all’età della pensione di vecchiaia, considerando anche gli scatti per adeguamento alle aspettative di vita, ossia cinque mesi in più dal 2019.

Per il 2021 è previsto un nuovo adeguamento alle aspettative di vita, ma non essendo ancora stato quantificato non viene calcolato ai fini del diritto all’APe. Dal 2021 in avanti, quindi, i mesi in più non si calcolano ai fini del requisito anagrafico ma aumenteranno la durata del trattamento oltre i 43 mesi, e andrà esercitata l’opzione quando si presenterà la domanda di APe. Questo perché in base alla durata dell’APE, si calcola l’ammontare totale del beneficio e quindi le rate di restituzione.

Tutti coloro che chiedono un anticipo pensionistico con un termine successivo al 1° gennaio 2021, vedranno invece allontanarsi la data di età pensionabile.

Il requisito per la pensione di vecchiaia è pari a 66 anni e sette mesi nel 2018 e a 67 anni nel 2019, in entrambi i casi per tutte le categorie di aventi diritto (dipendenti, iscritti alla gestione separata, altre gestioni INPS).

ESEMPI – vediamo dal sito delle piccole-media imprese pmi.it una serie di esempi pratici tenendo conto del fatto che, dalla prima data utile per la presentazione della domanda di APE Volontario, non possono mancare più di tre anni e sette mesi alla pensione di vecchiaia.

  • Data di nascita primo marzo 1954: lavoratore che ha compiuto i 63 anni nel 2017. La pensione di vecchiaia scatta il primo aprile 2021. I tre anni e sette mesi partono il primo agosto 2017. Può chiedere l’APe con effetto retroattivo dal primo agosto 2017 presentando domanda di certificazione del diritto entro il 18 aprile 2018.
  • Data di nascita primo marzo 1955: il 63esimo compleanno cade nel marzo 2018. A partire da questa data si può presentare domanda all’INPS. La pensione di vecchiaia matura il primo aprile 2022. La prima decorrenza utile per l’APe (tre anni e sette mesi prima) è il primo settembre 2018.
  • Data di nascita primo marzo 1956: nel marzo del 2019, a 63 anni, può presentare domanda di APe. La pensione di vecchiaia matura nell’aprile 2023. La prima decorrenza per l’APe è il primo settembre 2019.
  • Data di nascita 31 luglio 1956: è l’ultima data di nascita possibile per avere diritto all’APe, i nati successivamente non riescono a maturare il diritto nei termini.

E’ prevista anche una durata minima dell’APe, pari a sei mesi. Chi è già vicino all’età pensionabile nel momento in cui presenta la richiesta di certificazione del diritto deve rispettare la prima data di decorrenza utile, superarla significa maturare la pensione di vecchiaia prima dei sei mesi necessari e quindi non rientrare nei requisiti minimi.

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