Pensione anticipata, Ape negata per chi ha debiti

Non verranno accolte le richieste di anticipo pensionistico per coloro che hanno subito protesti o hanno debiti scaduti da oltre 90 giorni

Sono in arrivo novità che potrebbero cambiare le carte in tavola per molti italiani in procinto di mandare la comunicazione all’Inps. Gli istituti finanziari potranno rifiutare le richieste di anticipo pensionistico per coloro che hanno subito protesti, hanno debiti scaduti da tre mesi o sono stati segnalati alla centrale dei rischi della Banca d’Italia.

REQUISITI PIU’ RIGIDI – Il decreto attuativo della riforma pensionistica prevede infatti che il richiedente dovrà dichiarare al momento della domanda di Ape volontario di:

  • non avere debiti nei confronti delle banche o di altri operatori finanziari, esposizioni per debiti scaduti o sconfinanti (intendendosi con ciò l’utilizzo di fondi in eccedenza rispetto al saldo del conio corrente, in assenza di apertura di credito, ovvero in eccedenza rispetto all’apertura di credito concessa) e non pagati da oltre novanta giorni;
  • non essere a conoscenza di essere attualmente registrato negli archivi della centrale dei rischi gestita dalla Banca d’Italia e non aver ricevuto comunicazioni relative all’iscrizione in un sistema di informazioni creditizie gestito da soggetti privati, per l’inadempimento di uno o più prestiti, quali mutui, finanziamenti o altre forme di indebitamento;
  • non aver avviato o essere oggetto di procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge 27 gennaio 2012, n. 3;
  • non avere pignoramenti in corso o estinti senza integrale soddisfazione dei creditori;
  • non avere protesti a proprio carico e non essere registrato nell’archivio degli assegni bancari e postali e delle carte dì pagamento irregolari istituito presso la Banca d’Italia, denominato centrale di allarme interbancaria – CAI.

Non ci saranno problemi qualora i debiti al momento della domanda siano estinti per qualunque causa; qualora sia stata registrata la chiusura della procedura di composizione della crisi, la cancellazione dell’elevazione del protesto e la cancellazione della registrazione dall’archivio presso la centrale di allarme interbancaria – CAI. Non sarà motivo di esclusione della richiesta di Ape la mancata escuzione di pignoramento dopo trentasei mesi dall’estinzione non satisfattiva della procedura esecutiva.

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