Part time agevolato per la pensione: slitta il decreto, ecco le novità

Slittano i tempi del decreto attuativo sul part time per la pensione previsto dalla Legge di Stabilità, esteso a ulteriori lavoratori: a chi spetta, come richiederlo

Nel decreto Milleproroghe, che è passato alla Camera e ora attende l’esame del Senato, è contenuta una novità riguardo alla misura sperimentale del part time per i lavoratori che si trovano a tre anni dalla pensione. La Legge di Stabilità 2016 che ha introdotto questa misura aveva concesso l’opportunità solo ai “lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive della medesima”, ora il beneficio viene concesso anche agli iscritti alle forme esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria, come il Fondo Poste o il Fondo generale Ferrovie dello Stato.
Intanto, slittano i tempi del decreto attuativo ministeriale, che a questo punto arriverà entro marzo. Vediamo come cambia la misura di flessibilità in uscita, chi può richiederla, quali sono i requisiti e come fare domanda.

Part time per la pensione
Il part time per la pensione è uno strumento che permette ai lavoratori che maturano il requisito per la pensione di vecchiaia entro la fine del 2018 (massimo 3 anni dalla pensione), di trasformare il contratto a tempo pieno in un part time con riduzione d’orario tra 40 e 60% con le seguenti regole:

  • lo stipendio mensile si riduce in proporzione all’orario;
  • lo stipendio mensile, tuttavia, arriva a includere anche la somma corrispondente ai mancati contributi previdenziali che coincidono con le prestazioni non effettuate.

In pratica, quindi, la retribuzione sarà più bassa di un full time ma più alta di un normale part time. La somma integrativa incassata non concorre alla formazione del reddito e non si calcola ai fini della contribuzione, quindi c’è anche un’agevolazione fiscale.
Sul fronte contributivo il lavoratore non perde niente, perché l’impresa versa i contributi figurativi per la parte relativa alla prestazione non effettuata in seguito alla riduzione d’orario. Di conseguenza, quando il lavoratore arriva all’età pensionabile, prende la pensione piena.

Estensione platea
La norma originaria prevedeva il diritto a questa prestazione per tutti i “lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive della medesima”, mentre ora si aggiungono anche gli iscritti alle forme esclusive dell’AGO (assicurazione generale obbligatoria), come il Fondo Poste o il Fondo generale Ferrovie dello Stato.

Attuazione
Ulteriore novità del decreto riguarda, poi, la previsione di una proroga dei termini per il decreto attuativo del ministero del Lavoro, di concerto con il dicastero dell’Economia: non si tratterà, infatti, più di 60 giorni, ma di 90 dal momento di entrata in vigore della legge di Stabilità (ossia il 1° gennaio 2016), perciò, come detto, entro il 30 marzo 2016.

Come funziona il part time
Il part time per la pensione stabilisce che debba esserci un accordo tra datore di lavoro e dipendente, oltre ad un’autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro. La legge di Stabilità per il 2016 ha già provveduto, in parte, a specificare alcune delle modalità di applicazione previste.
Sarà, infatti, il datore di lavoro a dover comunicare all’INPS e alla DTL la stipula del contratto, al riguardo si ricorda che le modalità verranno chiarite da apposito decreto ministeriale, atteso per marzo. Sarà, poi, l’INPS a dover riconoscere il beneficio fino ad esaurimento delle risorse disponibili (ossia 60 milioni di euro per l’anno 2016, 120 milioni di euro per l’anno 2017 e 60 milioni per il 2018), provvedendo contestualmente al monitoraggio delle richieste.

Come vanno stipulati i contratti
Per poter stipulare i contratti di part time per la pensione è necessario attendere il decreto attuativo previsto per fine marzo. Nel frattempo, in base alle regole sopra esposte, ecco chi sono i lavoratori che potranno accedere a questo nuovo strumento di flessibilità in uscita:

  • uomini e donne dipendenti del privato con requisito di età a fine 2018 di 66 anni e 7 mesi;
  • il trattamento è accessibile a chi, a fine 2015, aveva almeno 66 anni e 7 mesi di età;
  • in tutti i casi, è necessario anche il requisito dei 20 anni di contributi.

Pensioni: esodo 2016, quali novità?
Il decreto Milleproroghe, oltre alla novità sul part time per la pensione, in materia previdenziale rinnova anche per tutto il 2016 l’esodo per la pensione con trattamento a carico del datore di lavoro stabilito dalla Riforma Fornero.
In pratica è la possibilità, per i soggetti a cui mancano al massimo 4 anni per accedere alla pensione, di ritirarsi anticipatamente dal mondo del lavoro, in cambio di un trattamento pari alla pensione piena, versato dall’INPS, però finanziato dall’impresa. Questo, comunque, previo accordo sindacale.

 

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