Nudge, una “spinta gentile” verso la crescita

I risultati del metodo Nudge sono immediatamente verificabili, come dimostra l'esempio della Cassa psicologi

(Teleborsa) – Nudge è un termine forse poco noto ai più, ma ha cominciato a interessare il dibattito pubblico nel 2009, in concomitanza con la pubblicazione de “La spinta gentile”, pubblicato dagli economisti Richard Thaler e Cass Sunstein. Diventato rapidamente un best seller, il libro ha introdotto anche nel nostro Paese i concetti di quello che potremmo definire un “paternalismo libertario“.

Letteralmente Nudge vuol dire “tocco gentile” e si traduce, nella teoria economica contemporanea, come una serie di sostegni, suggerimenti o aiuti indiretti che contribuiscano a influenzare le decisioni di gruppi e persone affinché le vite dei cittadini siano “più lunghe sane e felici”. Ciò, ovviamente, non si traduce in nessun tipo di costrizione, dal momento che gli individui sono comunque completamente liberi di scegliere quello che preferiscono.

Una lezione quella di Richard Thaler, Premio Nobel 2017 per l’economia, accolta e concretizzata con successo da Enpap (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi). Come sempre, lo dicono i numeri.

Il sistema NUDGE è stato introdotto per la prima volta ne 2018 e ha “invitato” gli iscritti all’Enpap a valutare la scelta di versare volontariamente un importo contributivo maggiore al 10% stabilito per legge. Ciò ha permesso di creare un circolo virtuoso che si è riconfermato tale anche nel 2019. Il numero di coloro che hanno versato contributi volontari aggiuntivi resta stabile rispetto al 2018: si tratta del 20% degli iscritti con reddito professionale nella fascia di reddito intermedio (fra 5mila e 100mila euro). Un incremento di oltre 10 volte rispetto a prima dell’introduzione dei NUDGE, quando erano stati 964 gli iscritti su 51.593 a decidere di versare più di quanto previsto dal minimo di legge, ossia l’1,79% del totale.

Una adesione trasversale che interessa tutte le fasce di reddito, di età, di provenienza geografica: 1 iscritto su 5 fra coloro che hanno redditi medi ha optato per la scelta di contributi aggiuntivi volontari. “Abbiamo presentato anche alla Commissione Bicamerale di Controllo sulle Attività degli Enti Gestori della Previdenza il nostro impegno a rendere sempre più adeguate le pensioni. Naturalmente, abbiamo mostrato anche i consensi ricevuti con i nostri NUDGE. Il metodo dell’architettura delle scelte, secondo i principi studiati dalla Psicologia delle Decisioni, continua a darci ottimi feedback e a essere un esempio di buone prassi per migliorare l’adeguatezza delle pensioni senza costringere a obblighi difficilmente sostenibili, nella congiuntura attuale dei redditi per i professionisti», osserva Felice Damiano Torricelli, Presidente ENPAP.

Rispetto al 2017, la raccolta di contributi consolida l’incremento, per la sola parte riferibile ai NUDGE, di circa 10 milioni di euro, su una raccolta totale di 105 milioni di euro. “Permettono di fare scelte di investimento sul futuro più consapevoli, senza dubbio. Ma se abbiamo ottenuto questi risultati è anche grazie a un clima di fiducia, basato sulla trasparenza, sull’ascolto, sul dialogo e sulla prossimità con i colleghi iscritti”, sottolinea Federico Zanon, Vicepresidente dell’Ente di Previdenza degli Psicologi. Tanto che, nella grande maggioranza dei casi, gli iscritti ENPAP hanno optato per il versamento dell’aliquota massima possibile del 20% del reddito in contributi previdenziali, cogliendo in pieno l’opportunità della offerta data dalla “spinta gentile”.

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