Manovra, pensioni: Quota 100 resta invariata, niente rimodulazione finestre

Quota 100 resta invariata, costa meno del previsto, ma non verrà rinnovata nel 2021

Dalla Manovra arriva una certezza in tema di pensioni: Quota 100 non cambierà. Dopo giorni di indiscrezioni ma anche di liti, i partiti che sostengono il governo hanno trovato l’accordo. Quota 100 resta invariata, costa meno del previsto per la bassa adesione, ma non verrà rinnovata nel 2021.

Salta peraltro il restyling delle finestre con il ricorso all’uscita unica per lavoratori privati e pubblici al posto dei due distinti “canali” previsto dal “decretone” dello scorso gennaio. Che continuano dunque a restare in vigore.

Veti incrociati
I veti incrociati all’interno della maggioranza, uniti alla necessità di trovare un faticoso compromesso sui punti focali della Manovra, hanno prodotto lo stop definitivo all’ipotesi di rimodulazione delle uscite per i pensionamenti anticipati con almeno 62 anni d’età e 38 anni di contribuzione, ipotesi che era stata pensata dai tecnici del Mef col favore di Pd e da Italia Viva. Il movimento renziano puntava addirittura alla completa abolizione di Quota 100, difesa invece a spada tratta dal Movimento Cinque stelle come risultato della precedente esperienza di governo con la Lega.

Rinvio al 2021
Il tema sarà nuovamente d’attualità al tavolo governo-sindacati sulle pensioni, che sarà chiamato a individuare alcuni correttivi da far scattare già nel 2021 e creare i presupposti per la nuova riforma da far entrare in vigore nel 2022, quando si sarà esaurita la sperimentazione triennale di Quota 100.

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