Inps, si cambia ancora: Quota 100 e bilancio a rischio

A una settimana dalla firma del decreto interministeriale per la nomina del commissario e del vicecommissario l’Inps non ha ancora, nei fatti, una rappresentanza legale

La ‘partita’ Inps non è ancora chiusa. A quanto apprende Adnkronos/Labitalia, Francesco Verbaro starebbe valutando di rinunciare alla nomina di sub commissario dell’Istituto a fianco del commissario Pasquale Tridico.

Salta quindi Verbaro, nome scritto nero su bianco sul decreto interministeriale rimasto fermo al ministero dell’Economia. E se nelle ultime ore si era parlato di una presunta incompatibilità di cariche, sembra che il suo ritiro ai vertici dell’Inps sia in realtà dovuto a motivi personali. La questione è arrivata alla riunione di Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giovanni Tria.

A quanto si apprende, sarebbe già spuntato il nome di un possibile sostituto, una carta che al momento resta coperta mentre, secondo fonti di governo M5S, non sarebbe sul tavolo il nome di Mauro Nori, caldeggiato dalla Lega nelle settimane scorse. Il governo sta studiando una soluzione tecnica, che potrebbe arrivare con un emendamento al decretone nel corso dell’esame alla Camera.

Ma se questa fosse la strada, bisognerebbe aspettare fine marzo, con la conversione in legge del testo, un tempo troppo lungo per lasciare l’Inps, proprio in questa delicata fase di attuazione del reddito di cittadinanza e di Quota 100, senza un rappresentate con potere di firma. “Tra l’altro l’attuazione delle due misure richiede una variazione di bilancio da adottare entro fine febbraio, e senza firma di un presidente non si può procedere» ha spiegato al Sole 24 Ore Guglielmo Loy, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza. “Serve – ha proseguito Loy – una soluzione immediata e ben fatta, perché il decreto di nomina a questo punto deve essere riscritto, e senza determine firmate da un legale rappresentante molti atti non possono andare avanti”.

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