Pensioni Quota 100: boom fra gli statali e soprattutto al Sud

Sono 42.397 le domande quota 100 arrivate all’Inps fino alle 13 di ieri. In testa Roma (3.383 domande), seguita da Napoli (2.069) e Milano (1.598)

(Teleborsa) – Sembra non essere intenzionata ad arrestarsi l’enorme mole di richieste che stanno investendo l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale per Quota 100.
Dopo gli ultimi aggiornamenti di qualche giorno fa, che ne contavano circa 32.000, oggi, in data 12 febbraio, a quel dato se ne aggiungono più di 8.000. In totale infatti, alle ore 16 di questo pomeriggio, sono 40.104 le domande pervenute all’INPS, delle quali 5.233 presentate direttamente dai cittadini e 34.871 tramite gli enti di patronato.

La misura più cara alla Lega sembra piacere più al Sud, e segnatamente nel pubblico impiego, che non nel produttivo Nord. Quanto meno questo emerge dai dati secondo cui sono 42.397 le domande Quota 100 arrivate all’Inps fino alle 13 di ieri. In testa Roma (3.383 domande), seguita da Napoli (2.069) e Milano (1.598).

Anche la quota di persone appartenenti ad una fascia di età compresa tra i 63 e i 65 anni continua ad essere prima in classifica nel richiedere il servizio con 18.751 documenti inviati, seguita dai contribuenti al di sotto dei 63 anni di età che sono stati 13.084 e gli over 65 per 8.269 documenti inviati all’Istituto previdenziale.

I dati non variano neanche per formazione lavorativa vedendo emergere i lavoratori dipendenti come i principali reclamatori del servizio con 15.804 domande.
A differenziarsi nettamente invece sono le rivendicazioni per Quota 100 pervenute se suddivise per sesso. Sono, con 8.641 i moduli, una minoranza quelle provenienti dal gentil sesso se paragonati a quelli firmati dagli uomini che raggiungono il restante 31.463.

16510 dipendenti privati, 13950 statali. La maggior parte delle domande arrivano dai lavoratori dipendenti del settore privato (16.510), 13.950 dalla gestione pubblica: ricordiamo però che nel primo caso il totale dei dipendenti privati è di 15 milioni di addetti, quelli del pubblico sono tre milioni. 33.052 sono le domande presentate da uomini e 9.345 da donne.

“La gran parte degli incarichi nel pubblico impiego sono prevalentemente di carattere esecutivo – spiega a La Repubblica Antonio Schizzerotto, sociologo, professore emerito all’Università di Trento – in genere solo ai dirigenti sono riservate le gratificazioni psicologiche. Inoltre i trattamenti economici, un tempo appetibili, hanno smesso di esserlo, ci sono stati una serie di interventi nelle fasce intermedie, sono state congelati gli scatti di anzianità, le progressioni di carriera e la mobilità sono molto limitate”.

17mila richieste al Sud, 14mila al Nord, 11mila Centro. Quanto alla distribuzione territoriale delle richieste in testa finora il Sud, con 17.000 domande, un bel po’ di più rispetto alle 14.394 del Nord e alle quasi 11.000 del Centro.

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