Inps, Il mandato di Boeri scade sabato. Chi potrebbe sostituirlo

Il mandato del presidente dell'Inps raggiunge il suo termine naturale. E nell'esecutivo non c'è ancora unanimità sul successore

Si è parlato per settimane di un suo possibile avvicendamento al vertice dell’Inps, specie nei giorni in cui era massima la tensione col governo e in particolare col ministro dell’Interno Matteo Salvini. Dall’esecutivo gli hanno fatto balenare davanti prima nomi maggiormente vicini al nuovo potere, in primis il leghista Brambilla, poi il ritorno alla vecchia governance col Cda in luogo del presidente. Tito Boeri è comunque rimasto in sella fino alla scadenza naturale del suo mandato, che cade sabato 16, e ora si torna a parlare di successione.

Un anno scomodo
La scorsa estate, Boeri era stato accusato di essere la famosa “manina” all’interno dei palazzi che contano che avrebbe fornito stime per il decreto dignità che prefiguravano una perdita di 8 mila posti di lavoro all’anno, una notizia che aveva di fatto scatenato le ire di Di Maio. Poi Boeri aveva fatto scintille anche con Salvini avendo accennato agli immigrati come elemento decisivo per la sostenibilità del sistema previdenziale. A chi gli chiedeva se fosse pronto a rassegnare le sue dimissioni, Boeri rispondeva che lo avrebbe fatto solo se la richiesta fosse arrivata direttamente dal premier Giuseppe Conte. Che però non si è mai espresso in merito.

Tre candidati per una poltrona
Come accennato, l’attuale esecutivo si appresta a modificare la governance dell’Inps, reintroducendo il Cda, tramite un emendamento al decreto su reddito di cittadinanza e riforma della legge Fornero. In attesa dell’operatività dei nuovi organi (il Cda sarà di nuovo composto da 5 membri), l’ente dovrà quindi essere commissariato: chi guiderà questa fase diventerà anche il presidente.

Oltre al già citato Brambilla, in lizza per prendere il posto di Boeri potrebbero essere anche Pasquale Tridico, l’economista “padre” del reddito di cittadinanza e consigliere di Di Maio, o Mauro Nori, ex direttore generale dell’Inps tra il 2010 e il 2015. Quell’anno passò poi alla Corte dei Conti, proprio per dissapori con Boeri, e diventò consigliere dell’attuale ministro dell’Economia Giovanni Tria. Secondo alcune fonti, sarebbe lui un potenziale candidato di mediazione, anche se il Carroccio non sembra intenzionato a mollare la presa.

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