In pensione sempre più tardi: nel 2051 lavoreremo fino a 70 anni

L'aumento è previsto da una legge del 2011 che adegua il pensionamento alle cosiddette "aspettative di vita"

E’ un cane che si morde la coda: l’aspettativa di vita aumenta, i lavoratori vanno in pensione sempre più tardi, e per i giovani diviene parimenti sempre più difficile trovare lavoro al termine degli studi. Eppure alla fine dell’estate arriverà via decreto un aumento dell’età pensionabile da 66 anni e sette mesi a 67 anni. Scatterà a partire dal 2019, ma sarà messo nero su bianco – contabilizzando i risparmi per i conti pubblici – già dall’autunno. Contrari i sindacati, che hanno deciso una controffensiva chiedendo il blocco dello scatto.

L’aumento è previsto da una legge del 2011 che adegua il pensionamento alle cosiddette ‘aspettative di vita’. Cioè alla durata media della vita. L’ultimo adeguamento è scattato l’anno scorso. C’è quello del 2018 e poi altri fino al 2050. Obiettivo finale 70 anni tondi. In realtà nel 2015 non c’è stato alcun aumento delle aspettative di vita. Anzi. La speranza di vita alla nascita è scesa a 80,1 anni da 80,3 del 2014 per gli uomini e a 84,7 anni (da 85) per le donne.

La tesi del governo è che le aspettative di vita del 2016 torneranno a crescere. E che, comunque, la legge sulle pensioni prevede un aumento. Interpretazioni che i sindacati respingono al mittente. “Non c’è motivo di far andare avanti gli automatismi che determinano l’innalzamento dell’età pensionistica”, ha detto il leader della Uil Carmelo Barbagallo. “Stiamo continuando nella discussione della seconda fase, non c’è motivo di far andare avanti l’adeguamento dell’età pensionistica alle aspettative di vita, a parte il fatto che l’ anno scorso l’ aspettativa è diminuita”, ha sottolineato il sindacalista. Per la leader della Cisl Annarmaria Furlan “dobbiamo fermare l’ automatismo legato all’ aspettativa di vita: questo meccanismo infernale per cui sempre di più si alza l’età pensionabile”. Per Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, un aumento dell’età pensionabile verrebbe visto dai lavoratori come “un gigantesco schiaffo” e si determinerebbe “una rottura difficile da colmare”.

Ma il governo non sia disposto ad assecondare le organizzazioni dei lavoratori. Stretto da vincoli sul deficit sempre meno flessibili e da spese improvvise difficili da fare digerire a Bruxelles e ai mercati internazionali che monitorano il debito italiano. Come quella per le banche. La coperta è sempre più stretta e a farne le spese saranno anche i pensionandi.

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