Governo Conte bis: Quota 100 perde un anno, Reddito di Cittadinanza resta

Dopo il passaggio alla Camera, il Governo Conte bis ottiene la fiducia anche al Senato: a margine del dibattito, novità e conferme del programma, in cui restano Quota 100 e Reddito di Cittadinanza

Incassata la doppia fiducia a Camera e Senato, il governo Conte bis è finalmente pronto a partire. A margine del voto di fiducia, c’è subito una novità da segnalare: il ministero del lavoro Nunzia Catalfo ha precisa che il Governo è intenzionato a confermare Quota 100, oltre che il Reddito di cittadinanza.

Avanti col Rdc
Il Reddito di cittadinanza è stato confermato dalle parole dello stesso Conte nel suo discorso alle Camere: “Lo dobbiamo implementare e monitorare”, spiega Conte, rispondendo ai deputati. Il RdC “non deve avere finalità assistenziale ma deve servire a recuperare al circuito lavorativo persone esiliate, emarginate”.

Quota 100 resta ma solo fino al 2020
Avanti anche sulla pensione quota 100 In questo caso è la ministra Catalfo a precisare che “Qquota 100 rimane. Poi se ci saranno dei miglioramenti da fare, per Quota 100 o per il Reddito di cittadinanza, li faremo. Ma le due misure restano”. L’orientamento del governo sul delicato fronte della spesa pensionistica andrà certificato già nella Nota di aggiornamento al Def, attesa per il 27 settembre. Ma con il trascorrere delle ore già sale l’opzione dello stop anticipato di un anno (a fine 2020) della sperimentazione triennale prevista dalla legge di Bilancio gialloverde.

Quota 100, meno domande del previsto
A proposito di Quota 100 già a regime, le domande arrivate all’Inps sono “circa la metà” del previsto. E la maggiore spesa previdenziale potrebbe ridursi fino a 4 miliardi nel 2020. Lo ha detto ieri 9 settembre il presidente Pasquale Tridico. L’Inps ha anche diffuso nuovi dati sulle domande per l’anticipo con 62 anni e 38 di contributi: sono cresciute del 20% negli ultimi tre mesi, per arrivare a 176mila. Oltre il 60% delle richieste arriva da lavoratori con un’età media tra i 64 e i 65 anni e conferma, in prospettiva, un “tiraggio” inferiore di circa il 30% sul totale di 290mila pensionamenti aggiuntivi per il 2019 previsti al momento del varo del decreto di gennaio.

Un punto fermo è poi un’ulteriore proroga di Opzione donna, visto che Quota 100 s’è rivelata una finestra molto maschile: il 73% delle domande è da parte di lavoratori. Per finire con il varo delle nuove misure pensionistiche «di garanzia» per i giovani con carriere discontinue, prevista dal programma di governo. Sulle pensioni l’attenzione dell’Ue continua ad essere massima. E a confermare che è su questo dossier che si concentreranno le scelte decisive è stato, ieri, anche Pier Carlo Padoan: “Quota 100 è una misura che io ho sempre ritenuto dannosa e dovrà essere gradualmente eliminata per essere rimpiazzata da misure che funzionano meglio”.

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