Deputati, assessori, giudici: ecco i chi sono i 30 mila con pensioni d’oro

La pensione media di un politico o di un giudice oscilla tra i quarantamila e i duecentomila euro annui, a seconda dell'incarico ricoperto, e si somma ad altri privilegi

Gli italiani sapevano già da tempo che i politici godono di trattamenti privilegiati. Uno dei privilegi concessi a deputati, senatori, giudici e impiegati della Corte Costituzionale e della Regione Sicilia consente di godere di una rendita vitalizia al termine del mandato.
Questi enti dovrebbero pubblicare i dati relativi alle pensioni erogate a beneficio dei loro “ex dipendenti”, ma non lo fanno. Il Centro Studi di Itinerari Previdenziali, una realtà indipendente di Milano che si occupa di ricerca e formazione sul Welfare pubblico e privato, ha realizzato una ricerca in merito. La fatica maggiore è stata reperire i dati necessari.

Per mantenere il proprio sistema pensionistico, secondo una ricerca dell’ISTAT, l’Italia spende annualmente 277 miliardi di euro. La ricerca del Centro Studi di Itinerari Previdenziali evidenzia che un miliardo di questa somma è destinato ad erogare trentamila vitalizi a ex politici nazionali e regionali, ma non solo. Le cifre mensili lorde pro-capite oscillano tra i 3.338 euro destinati ad un ex dipendente della Regione Sicilia e i 16.666 euro percepiti da un ex Giudice della Corte Costituzionale. Un normale pensionato italiano, dopo aver versato trentacinque anni di contributi, percepisce mediamente 923 euro mensili.

Oltre ai maggiori assegni pensionisticii mensili, i politici godono anche di privilegi relativi alla cosiddetta età pensionabile. Dal 2012, un politico italiano può andare in pensione a sessantacinque anni d’età se ha prestato servizio come deputato o senatore per un totale di cinque
anni, anche in legislature differenti. Un comune lavoratore italiano, invece, prima di poter godere della propria pensione deve lavorare per almeno quarantadue anni e dieci mesi ed aver compiuto sessantasei anni e sette mesi di età.

Il rapporto compilato dal Centro Studi di Itinerari Previdenziali non elenca i nomi delle persone che godono di questi privilegi. È sufficiente una ricerca su internet per scoprire alcuni di questi nominativi. L’argomento delle “pensioni d’oro” ha sempre interessato la stampa quotidiana e periodica nazionale, sia di destra che di sinistra. Nel 2013 se ne occuparono sia il quotidiano economico “Il sole 24 ore”, facente capo a Confindustria, che il settimanale “L’Espresso”. Nessuna delle inchieste condotte è riuscita a modificare la situazione.

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