Libero cumulo tra reddito e pensione

Dal prossimo anno scompare la trattenuta del 30% per chi, dopo la pensione, svolge un'attività lavorativa

 

Completa abolizione del divieto di cumulo tra reddito da pensione e da lavoro. E’ questa una delle novità contenute nella cosiddetta manovra d’estate, approvata la scorsa settimana dal governo. Il provvedimento, operativo a partire dal 1° gennaio 2009, punta a combattere l’evasione fiscale.

Infatti, con la completa eliminazione della trattenuta sull’assegno Inps, molti pensionati, che arrotondano svolgendo attività lavorative, dovrebbero essere invogliati ad emergere dal nero, con la conseguenza di sottoporre il reddito alle trattenute Irpef.

Comunque fino a dicembre permane il divieto di cumulo e rimarrà operativa la trattenuta Inps del 30%. In particolare le regole da applicare sono le seguenti:
1) la pensione di vecchiaia (acquisita a 65 anni di età per gli uomini e a 60 per le donne) è interamente cumulabile sia con la retribuzione da lavoro dipendente sia con reddito da lavoro autonomo. Regola che vale anche per la pensione di anzianità acquisita sulla base di un minimo di 40 anni di contributi, oppure attraverso la combinazione di almeno 37 anni di contributi e 58 anni d’età;
2) chi non possiede i requisiti riportati al punto precedente (in pensione, per esempio, con soli 35 anni di contributi) deve restituire all’Inps l’intera pensione se svolge un’attività da lavoro dipendente, mentre se svolge attività autonoma è effettuata una trattenuta pari al 30% della quota di pensione eccedente il trattamento minimo (nel 2008, 443 euro).

Dal 1° gennaio 2009 non ci sarà più alcun divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro dipendente o autonomo. Ciò significa che un pensionato di anzianità che arrotonda con un’attività lavorativa si libererà di ogni trattenuta contributiva. Della novità beneficeranno anche i titolari di assegno d’invalidità e reversibilità.

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