Contributi per la pensione ritirabili a 55 anni? Una riforma rischiosa

Con la riforma approvata i lavoratori inglesi che hanno compiuto 55 anni possono ritirare tutti i contributi versati nel corso della carriera lavorativa

Contributi per la pensione ritirabili? Non imitiamo il Regno Unito

E’ notizia di qualche settimana fa. In Inghilterra il Governo guidato da James Cameron vuole mettere mano al sistema pensionistico al fine di riavviare il ciclo dei consumi. La logica del provvedimento è mettere nelle tasche dei cittadini un maggior reddito disponibile affinché lo spendano, di modo da contribuire alla crescita del Pil.

Con la riforma approvata i lavoratori inglesi che hanno compiuto 55 anni hanno la facoltà di ritirare l’intero ammontare dei contributi versati nel corso della carriera lavorativa. E’ presente anche un vantaggio fiscale. Il 25% della somma ritirata è esente da imposte, mentre il restante 75% è tassato con regime ordinario.

Gli anglosassoni ci sanno fare con i limiti, con gli enforcement, per cui inducono, o cercano di convincere le persone ad adottare comportamenti corretti. Il caveat in questo caso è che chi ritira tutti i contributi non potrà avvalersi della pensione sociale pubblica. Esiste quindi il rischio, per chi ritira i contributi, di trovarsi in difficoltà economica quando sarà avanti con gli anni, se non farà un buon uso dei contributi riscattati.

La mossa di Cameron è nefasta. Non dobbiamo pensare che tutti i cittadini siano essere razionali. La crisi ha dimostrato che gli animal spirit non sono sempre logici. Esiste l’effetto gregge – herd effect – , e soprattutto le persone, quando prendono decisioni importanti, non attivano il sistema 1 (razionale, descritto magistralmente da Kahneman in Pensieri lenti, pensieri veloci), ma agisce in modo irrazionale, intuitivo. E spesso, le scorciatoie alla logica, sono distruttive.

 

Ha perfettamente ragione lo “zar della regolazione” statunitense Cass Sustein – nominato da Obama capo dell’OIRA, l’agenzia che ha il compito di supervisionare sull’applicazione di qualsiasi regolamentazione negli Stati Uniti – quando sostiene la bontà della “spinta gentile”, ossia del consiglio saggio dello Stato a favore delle classi propense a distruggersi con le proprie mani (e che dovranno poi essere salvate dai contribuenti con sussidi).

Buona parte delle politiche pubbliche dovrebbero essere improntate a qualche forma più o meno soft di “paternalismo”, con spinte gentili che invitino le persone ad agire per il proprio bene senza doverci pensare. La naturale tendenza a compiere errori stupidi è il primo passo verso il vuoto. Lasciar fare il pensionando è la via illusoria al benessere, che si può trasformare in malessere.

A cura di Beniamino Piccone
Docente di Sistema Finanziario e Private banker

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Contributi per la pensione ritirabili a 55 anni? Una riforma rischiosa