Contratto di espansione, entro il 2 settembre la domanda per l’esodo incentivato

È domani la prima scadenza per chiedere all'Inps l'esodo anticipato nell'ambito del contratto di espansione

È domani la prima scadenza per l’avvio dei piani di esodo incentivato nell’ambito del contratto di espansione. La data di presentazione della richiesta all’Inps è infatti il 2 settembre, almeno 90 prima della data di ingresso (1° dicembre 2021) nella prestazione di accompagnamento alla pensione del primo lavoratore interessato dal piano di esodo.

Ricordiamo che il contratto di espansione prevede la possibilità di presentare un piano di riorganizzazione per le aziende in difficoltà, in sede ministeriale e dopo una consultazione sindacale, con esodo anticipato dei lavoratori cui manchino al massimo 60 mesi al pensionamento. Per il 2021 l’accesso a questa possibilità è stato allargato alle aziende sopra i 100 dipendenti.

Contratto di espansione, cos’è

Il contratto di espansione è stato introdotto nel 2019 dal decreto Crescita per le aziende con più di 1.000 dipendenti che intendano effettuare riorganizzazioni -ristrutturazioni e stipulino un accordo sindacale presso il Ministero.

Lo strumento prevede la concessione di cassa integrazione straordinaria e agevolazioni per l’esodo anticipato dei dipendenti più vicini alla pensione, a fronte di un piano di assunzioni di giovani anch’esse agevolate: un modo per favorire la staffetta generazionale.

La circolare dell’Inps ricorda che l’accesso al trattamento di agevolazione all’esodo è esteso anche:

  • ad aziende che contano almeno 250 unità (calcolate complessivamente in caso di reti di imprese stabili);
  • ad aziende con almeno 500 dipendenti.

L’articolo 39 del decreto Sostegni bis ha esteso il contratto di espansione, per il solo 2021, alle aziende che occupino almeno 100 dipendenti.

Oltre alla riqualificazione del personale già assunto (“pagata” dallo Stato con la cassa integrazione), il contratto di espansione garantisce anche uno scivolo pensionistico di 60 mesi a dipendenti ormai prossimi alla pensione. Lo scivolo è accessibile sia a chi ha maturato il diritto alla pensione “anticipata”, sia a chi ha almeno 62 anni e non vorrebbe lavorare fino ai 67.

Contratto di espansione, la procedura

I datori di lavoro dovranno utilizzare questi due canali per ogni adempimento:

  • il Cassetto previdenziale aziendale per inoltrare l’accordo siglato propedeutico al riconoscimento della prestazione utilizzando il seguente oggetto “Contratto espansione 41 – 5 bis dlgs 148/2015“, e, quindi, formulare la “richiesta di accreditamento e variazione dell’indennità mensile di cui all’art. 41, comma 5-bis, del dlgs 148/2015” (mod. SC96) disponibile sul sito Inps nella sezione moduli.
  • il PRAT (Portale delle prestazioni atipiche) per la gestione del piano di esodo indicando il personale o il delegato individuato dall’azienda ad operare sull’applicativo.

I datori di lavoro devono trasmettere alla struttura Inps territorialmente competente la copia del contratto di espansione sottoscritto presso il Ministero del Lavoro ed il modulo di Richiesta di accreditamento e variazione dell’indennità mensile, allegando la domanda di autorizzazione all’accesso al PRAT.

L’Inps accerta il rispetto del requisito dimensionale dell’azienda che, come noto, deve risultare non inferiore a 250 unità (in realtà 100 ai sensi della recente modifica operata dall’articolo 39 del dl n. 73/2021) nel semestre antecedente la data di sottoscrizione del contratto di espansione. Se l’esito è positivo l’Istituto ne dà riscontro all’azienda attribuendo il codice di autorizzazione “9J”. Nella verifica del requisito dimensionale l’INPS spiega che si considerano tutti i dipendenti della stessa azienda (ancorché con più matricole) ed anche di aziende diverse nell’ipotesi di aggregazione di imprese stabili con un’unica finalità produttiva o di servizi.

A quel punto si presenta domanda vera e propria almeno 90 giorni prima dell’avvio della prestazione per il primo lavoratore interessato dal piano di esodo. Si tratta del trattamento che, per il lavoratore, costituisce l’accompagnamento alla pensione.

Nella  sezione Calcolo importo e lettere di certificazione si effettua il calcolo automatico sulla base della contribuzione accreditata al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Il provvedimento di liquidazione, con la decorrenza, la scadenza e l’importo lordo mensile spettante, viene infine inviato al lavoratore beneficiario.

Contratto di espansione, l’indennità

L’indennità è corrisposta dall’Inps al lavoratore sulla base della contribuzione accreditata al momento della cessazione del rapporto di lavoro (si utilizzano i medesimi meccanismi di calcolo delle pensioni). Non essendo una pensione (al pari dell’isopensione) la prestazione, erogata per 13 mensilità, segue la tassazione dei redditi da lavoro dipendente, non c’è perequazione annuale né spettano gli ANF ed è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente/autonomo.
Non può avere decorrenza anteriore al 1° gennaio 2021. Per l’accesso alla pensione vera e propria il lavoratore deve presentare domanda di pensione in tempo utile, cioè nelle vicinanze della scadenza dell’indennità mensile.

 

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