I conti delle pensioni, sforbiciata per gli assegni

Secondo i dossier dell’Inps, dal 2037 ai dipendenti spetterà solo il 47% del reddito

Le pensioni saranno sempre più basse. L’ennesima conferma arriva dai una quarantina di dossier realizzati dall’Inps che hanno fotografato l’andamento del trattamento previdenziale con le stime fino al 2037.

Dunque l’entrata a regime del sistema contributivo – ovvero pensione proporzionale ai contributi versati durante la vita lavorativa – inizia a lasciare il segno. Effetti che proseguiranno pure dopo il 2037, tenendo conto che dal 2050 l’Inps non pagherà più pensioni calcolate con metodo retributivo, molto più vantaggioso.

Conti alla mano, il grado di copertura delle pensioni dei lavoratori dipendenti passerà dall’attuale 52 al 54% nel 2015, per poi scendere fino al 46% nel 2037. L’aumento nel breve periodo è dovuto al fatto che nei prossimi anni smetterà dal lavoro la generazione dei baby boomer, con una lunga vita lavorativa a metodo retributivo. Infine se nel calcolo si considera solo le pensioni di anzianità e vecchiaia – escludendo quelle d’invalidità, più basse – il salto è ben più consistente: dall’attuale 62,5% al 51,5% del 2037.

E per i precari la pensione sarà veramente da fame. Le stime calcolano che nel 2037 la pensione media sarebbe pari al 14% della retribuzione. Anche se è un calcolo teorico che non distingue tra contribuenti esclusivi e chi ha un lavoro e versa in questa gestione per consulenze o prestazioni accessorie. Per farsi un’idea di quale sarà la pensione di un precario tipo, uno che cambia più volte lavoro con numerosi intervalli di disoccupazione, meglio rifarsi ai vari centri di ricerca che stimano un grado di copertura fra il 36 e il 50-55%.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

I conti delle pensioni, sforbiciata per gli assegni