Congelare le pensioni di reversibilità, una proposta di legge “anti-furbette”

Un disegno di legge contro i matrimoni d'interesse tra anziani e badanti vuole bloccare l'assegno che spetta al coniuge se l'altro muore

Ci rubano le donne, il lavoro e ora anche le pensioni. Il rosario dei luoghi comuni sugli immigrati è interminabile. L’ultima minaccia che si è aggiunta all’elenco viene dalle badanti “furbe”, quelle che, secondo alcuni, approfittano dell’affetto dei loro anziani assistiti e del sistema previdenziale italiano per garantirsi un futuro “comodo”.

Si parla, per l’esattezza, delle pensioni di reversibilità, cioè quelle che spettano al coniuge superstite (e a i figli) dopo la morte dell’assistito. Dilagherebbe – a detta di alcuni – una versione moderna del matrimonio di interesse ovvero quello tra l’anziano titolare della pensione e la sua giovane badante straniera. Con la morte del primo, la giovane vedova acquista il diritto alla quota di reversibilità.

Per il deputato della Lega Nord Matteo Bragantini si tratta di un pericolo talmente concreto da spingerlo a presentare un disegno di legge per introdurre severi limiti nella concessione della pensione di reversibilità, soprattutto in caso di ampia differenza d’età tra i coniugi.

Congelare la reversibilità se c’è troppa differenza d’età tra i coniugi

L’istituto della pensione di reversibilità è nato per garantire un sostegno a chi potrebbe trovarsi in difficoltà economica in seguito alla scomparsa del coniuge. E’ naturalmente un assegno ridotto rispetto a quello del titolare: arriva al massimo al 60% se ci sono figli e se il coniuge superstite non ha reddito. Ma viene corrisposto indipendentemente dall’età del coniuge superstite. Il problema, per il deputato della Lega Nord, si pone quando il titolare (unico) del diritto è la moglie troppo giovane.

La proposta di legge prevede che “nel caso di morte del pensionato o dell’assicurato con un’età superiore ai 50 anni, qualora non vi siano figli, se il coniuge superstite ha un’età anagrafica inferiore ai 40 anni, l’erogazione della pensione di reversibilità sia sospesa fino al compimento da parte del medesimo di un’età anagrafica pari a quella che aveva il defunto al momento del decesso o fino al compimento del 60° anno di età”.

In sostanza, si vuole congelare l’assegno di reversibilità almeno fino ai 60 anni del superstite. Dovrebbe essere un deterrente ai matrimoni dettati solo da questo scopo.

Pericolo effettivo o propaganda?

Ma si tratta davvero di un fenomeno che rischia di compromettere il bilancio pubblico? Secondo l’avvocato Gian Ettore Gassani, intervistato dalla Stampa, il problema in realtà è poco rilevante. Nel 2008 i matrimoni tra cittadini italiani e stranieri sono stati poco più di 18.000 e solo nella metà dei casi la differenza d’età tra i coniugi era superiore ai dieci anni. Di fatto i matrimoni tra anziani e giovani straniere, che possono davvero rientrare nell’ipotesi “truffaldina”, non superano i 3mila all’anno.

Ben altri numeri per le pensioni di reversibilità nel loro complesso: sono circa circa 4 milioni e mezzo e vanno quasi tutte a donne (87,5%), la metà delle quali residenti al nord (46,9%). L’ammontare medio di una pensione è di 7.351 euro all’anno (circa la metà di quella di vecchiaia).

Il rischio, quindi, è quello di sparare col cannone per colpire una zanzara. Cioè per debellare un fenomeno marginale si mette in pericolo un diritto legittimo e consolidato, ribadito più volte anche dalla Corte Costituzionale e dalla Cassazione. (A.D.M.)

Congelare le pensioni di reversibilità, una proposta di legge “...