Boeri: “Sei italiani su dieci avranno pensioni più basse di quanto si aspettano”

In una intervista al Corriere il presidente Inps torna sulla flessibilità in uscita

Dopo l’annuncio del prossimo invio delle cosiddette ‘buste arancioni‘ per circa 7 milioni di italiani, il presidente dell’Inps Tito Boeri è tornato sui temi prvidenziali. In una intervista al Corriere della Sera, Boeri ha riproposto i propri dubbi sulla riforma Fornero e ricordato come molti italiani prossimi al pensionamento debbano prepararsi a sorprese negative per quanto concerne l’importo degli assegni.

FORNERO DA CORREGGERE – Boeri ritorna sulla necessità di correggere la riforma Fornero per consentire l’uscita anticipata fino a tre anni con un assegno più basso, spiegando che oggi a causa dell’innalzamento dei requisiti di legge molti lavoratori che sarebbero andati in pensione rimangono “bloccati” in azienda, e questo toglie spazio alle assunzioni dei giovani. I lavoratori che attualmente trovano più facilmente lavoro sono quelli più anziani, come certificato dai dati ISTAT, ma è anche vero che l’anticipo immaginato da Boeri costerebbe tra i cinque e i sette miliardi di euro alle casse dello Stato.

In proposito Boeri ha rilanciato la propria proposta sulla flessibilità in uscita: “Secondo la nostra proposta otrebbe anticipare il pernsionamento fino a tre anni. Chiaramente con delle riduzioni dell’importo della pensione, commisurate al fatto che l’assegno lo si prenderà per più tempo. Diciamo intorno al 3% per ogni anno di anticipo, quindi al massimo circa il 9% in meno, se uno va in pensione tre anni prima delle regole vigenti”.

BUSTE ARANCIONI E BRUTTE SORPRESE – Boeri ha poi spiegato che dalle buste arancioni in arrivo gli italiani avranno probabilmente brutte sorprese, visto che il 60% si aspetta risultati più alti di quelli che effettivamente vedrà. “Molte persone avranno sorprese negative. In base ai nostri campioni, circa il 60%. Ma penso che avere questa informazione sia molto importante, perché consente di pianificare il futuro. Conseguenze sui consumi? Non credo che gli effetti siano così negativi. Ciò che deprime i consumi è l’incertezza. Invece noi qui stiamo dando più informazione”.

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