Wikipedia bloccata in attesa della risposta del Parlamento Europeo sul copyright

L'enciclopedia digitale ha oscurato le proprie pagine in segno di protesta

Un segno di protesta contro la direttiva sul copyright: con questa motivazione in Italia a partire dalle scorse ore non sono più visibili le pagine di Wikipedia, la nota enciclopedia gratuita molto consultata dagli utenti online.

Al centro della disputa, la revisione della normativa sul diritto d’autore, che cinque anni orsono un gruppo di creativi e di cittadini comuni ha chiesto di rivedere per adattarla alle caratteristiche del web. Secondo la Fondazione Wikimedia, che consente agli utenti di continuare a consultare gratuitamente le pagine online di Wikipedia, la proposta che potrebbe subire un’accelerazione il prossimo 5 luglio durante una seduta plenaria del Parlamento Europeo, minerebbe la libertà online, frazionando la conoscenza sul web e condizionando il comportamento degli utenti che dovrebbe passare da una serie di filtri automatici e autorizzazioni preventive.

Secondo uno scenario possibile, si rischia di non poter più cercare un contenuto su un motore di ricerca, ma non sarebbe più consentito persino condividere un articolo di giornale sul web. Questa nuova direttiva sul copyright metterebbe a repentaglio anche il futuro della stessa Wikipedia, perché gran parte dei suoi contenuti, che prendono liberamente spunto o citano direttamente alcune fonti autorevoli non potrebbero più essere raggiungibili. Al contempo, tutti i siti di nuova apertura o con un traffico di piccole dimensioni potrebbero sostenere costi importanti per adeguarsi alla nuova normativa.

L’ultima mossa che ha messo in allarme l’intera comunità digitale risale allo scorso 20 giugno, quando la Commissione Affari Legali del Parlamento Europeo ha approvato questa stringente direttiva sul copyright, inoltrando la facoltà di entrare nel merito ed eventualmente di abrogare la stessa al Parlamento Europeo che si riunirà tra qualche giorno.

La Wikimedia Foundation ha invece sin dalla sua nascita valorizzato la fruizione di contenuti in maniera gratuita per tutti gli utenti online, ma questa visione potrebbe essere a serio rischio all’indomani di un’eventuale approvazione della proposta dell’Unione Europea.

Per questo, in segno di protesta contro la promulgazione di questa direttiva che limiterà il web, le pagine di Wikipedia Italia sono state oscurate: dopo qualche secondo di caricamento, i contenuti non sono più visibili e sono sostituiti dal comunicato a difesa della rete libera. Restano momentaneamente raggiungibili, invece, le pagine dell’enciclopedia digitale in francese, inglese e tedesco. Solo “en.wikipedia”, la versione inglese ha al momento fatto seguito alla protesta della comunità italiana inserendo nella parte superiore delle pagine dell’enciclopedia digitale un paragrafo ben visibile che sensibilizza gli utenti in merito a questa proposta del Parlamento Europeo.

Alla protesta della Wikimedia Foundation si sono unite nel corso degli ultimi giorni le critiche rivolte a questa proposta da 70 studiosi informatici, tra cui il creatore del world wide web Tim Berners-Lee, da 169 accademici e da 145 organizzazioni che operano nel campo dei diritti umani, della libertà di stampa, della ricerca scientifica e dell’industria informatica.

I protagonisti di questa singolare protesta chiedono ai deputati del Parlamento europeo di votare contro l’attuale testo della direttiva, riaprendo la discussione sul tema e analizzando con maggiore dettaglio le proposte avanzate nel corso dei mesi che prevedono l’abolizione di alcuni articoli, la protezione del pubblico dominio e la libertà di panorama a tutta l’Unione Europea.

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