Stop ai vitalizi, arriva delibera della Camera. Ma è lite fra i partiti

Fi e M5s abbandonano la seduta, e i rappresentanti di Ap non hanno partecipato al voto

Ok dell’Ufficio di presidenza della Camera alla delibera che blocca la corresponsione dei vitalizi agli ex deputati condannati per reati considerati gravi. Fi e M5s abbandonano la seduta, e i rappresentanti di Ap non hanno partecipato al voto. Nessun voto contrario, a favore hanno votato Pd, Sel, Sc, Fdi e Lega.

Si tratta prevalentemente di reati di mafia, contro la pubblica amministrazione e delle condanne in via definitiva a più di due anni per reati comuni che prevedano un massimo edittale non superiore ai sei anni, sulla scia di quanto enunciato dalla legge Severino. I vitalizi non verranno sospesi nel caso in cui il deputato condannato riceva la riabilitazione: in quel caso, dopo che egli la avrà comunicata alla Camera, i vitalizi verranno corrisposti nuovamente dalla data della presentazione della domanda legittimamente presentata e accolta.

Il gruppo del M5s ha chiesto un incontro al presidente del Senato Grasso. Nell’incontro si chiederà di intervenire per: includere nelle cause di abolizione del vitalizio anche chi è stato condannato per reati punibili con un massimo di pena di 4 anni come previsto nella bozza originaria di delibera Bottici-Grasso (e non 6), oltre che per abuso d’ufficio; escludere la riabilitazione come causa di ripristino del vitalizio; escludere la reversibilità del vitalizio in caso di decesso".

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L’ELENCO – A sollevare con maggiore forza la questione è stato il fattoquotidiano.it, che nelle scorse settimane ha pubblicato un elenco dettagliato con tutti i vitalizi di cui godono condannati in via definitiva. Vitalizio da 8mila euro per Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale, mentre arriva a 4.400 quello che incassa Marcello Dell’Utri, nonostante la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Cesare Previti, già ministro nel primo governo Berlusconi, condannato per corruzione in atti giudiziari, riceve ogni mese 4.235 euro. Alfredo Vito, famoso per il suo appellativo “mister centomila preferenze”, un passato nella Dc e poi in Forza Italia, nei primi anni 90 patteggiò due anni, per reati contro la Pubblica amministrazione. Incassa due vitalizi, uno da ex consigliere regionale e uno da ex deputato (4.540 euro). Anche Claudio Martelli, ex ministro socialista, una condanna, con la non menzione, per finanziamento illecito, prende 4.992 euro. (Continua sotto)

LA PETIZIONE – Contro questo privilegio è nata una petizione, lanciata dall’associazione Libera, sul sito www.riparteilfuturo.it, che chiede l’eliminazione del vitalizio ai condannati. Sono 330 mila i cittadini che hanno già firmato. 

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