In che modo Mark Zuckerberg controlla Facebook e le azioni societarie

Due analisti di Macquarie Capital lanciano l’allarme: Mark Zuckerberg detiene il controllo assoluto di Facebook e questo potrebbe non essere positivo.

Non è un buon periodo per Facebook e per il suo creatore, Mark Zuckerberg: l’attenzione sul social network è massima, anche da parte di azionisti e analisti di borsa.

È sempre più evidente come Facebook sia più che mai legato al suo fondatore (e viceversa) e non soltanto dal punto di vista dell’immagine. Mark Zuckerberg infatti possiede il controllo della maggioranza delle azioni di Facebook: ciò gli conferisce il potere assoluto sulla società, sebbene questa sia quotata in borsa.

Tanto potere però potrebbe danneggiare il valore delle azioni e Facebook stesso, secondo gli analisti della Macquarie Capital Benjamin Schacter ed Ed Alter.

Quando Zuckerberg ha annunciato i cambiamenti del News Feed e la decisione secondo la quale saranno gli utenti a definire affidabili o meno determinate fonti e quindi notizie, si sono alzate non poche perplessità. “i cambiamenti annunciati da Facebook dovrebbero ricordare agli investitori che Zuckerberg controlla il voto di maggioranza e la società stessa; se lui volesse cambiare qualcosa, potrebbe, anche se questo dovesse avere degli impatti negativi a breve termine sui risultati finanziari”, hanno detto Schacter e Alter.

“È preoccupante per noi che il punto focale di Zuckerberg sia definito dalle ‘interazioni sociali significative’ (…). Come analisti finanziari, tendiamo a preoccuparci un po’ quando vediamo il voto societario in mano ad amministratori delegati che definiscono ciò che è significativo e degno di interazione” hanno affermato Schachter e Alter. C’è da dire che è difficile trovare analisti criticare il giovane Zuckerberg, dato il titolo in ascesa, ma “è bene richiamare alla realtà dei fatti”.

Zuckerberg non è solo il fondatore del social network più famoso, ma ne è anche, di fatto, l’unico padrone: ha mantenuto infatti il controllo di maggioranza delle azioni e ha manovrato le azioni in modo da mantenere il controllo anche ora che passa sempre meno tempo in azienda, ogni giorno.

In più sotto la guida di Zuckerberg, Facebook ha commesso degli errori, che sta ancora pagando. Alla fine del 2016, il fondatore del social blu ha liquidato come “insensata” l’idea che le fake news divulgate da agenti russi avrebbero potuto avere un impatto sulle elezioni presidenziali statunitensi di quell’anno. Tuttavia, di recente, Facebook ha ammesso che ben 126 milioni di persone hanno visualizzato le notizie della propaganda russa sponsorizzata sul social network prima delle elezioni.

Zuckerberg insomma ha cercato di correggere il tiro, vista l’apparente facilità con cui gli editori possono ingannare l’algoritmo del News Feed, pubblicando fake news all’interno di Facebook e portandole nelle bacheche di milioni di persone.

Sono anni che Mark cerca di riformare il News Feed in modo da “dare a tutti nel mondo il miglior giornale personalizzato possibile”, ma di fatto non ha ancora trovato una soluzione valida e, soprattutto, rimane tutto in mano alle sue idee e alle sue decisioni, dalle quali dipende la composizione del News Feed stesso.

“Ammiriamo molto quello che sta facendo, ma da un punto di vista finanziario puramente a breve termine, le scelte di Zuckerberg aumentano i rischi finanziari, mentre i titoli dei giornali riguardanti l’influenza dei social media (e di Facebook in particolare) sulla società dell’anno scorso non avevano incrementato tali rischi” affermano ancora gli analisti. Insomma, solo Mark decide e sembra non decidere bene per gli azionisti, dato piuttosto preoccupante per chi opera in borsa.

D’altronde, Mark detiene il 59,7% delle azioni nella società, mentre gli investitori con un parere diverso hanno poco peso. Situazione simile a Google, ma molto diversa da tante altre società tecnologiche nelle quali manca il controllo assoluto del voto da parte di una sola persona.

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