Tokyo 2020, quanto costa l’assenza di pubblico alle Olimpiadi

Il Covid ha prima rinviato le Olimpiadi di Tokyo 2020 di un anno, poi ha costretto gli organizzatori a escludere il pubblico dagli spalti: quanto costerà in termini di ricavi

Il Covid ha messo in ginocchio l’economia di tutto il mondo e ha penalizzato soprattutto i grandi eventi previsti nel 2020, rinviati al 2021: è successo agli Europei di calcio, ma anche alle Olimpiadi. Se Euro 2020 si è disputato in stadi semi-pieni, le gare di Tokyo 2020 si svolgeranno nel silenzio. La maggior parte dei giapponesi era contraria ai Giochi durante la pandemia, per scongiurare una nuova ondata amplificata da persone provenienti dal mondo intero. Addirittura lo sponsor principale, Toyota, si è chiamato fuori. Danni economici enormi: ecco qual è il conto presentato dal Covid alle Olimpiadi senza pubblico.

Tokyo 2020, quanto costa l’assenza di pubblico alle Olimpiadi

Secondo una stima della rivista Forbes, le vittime economiche delle Olimpiadi senza pubblico saranno ovviamente le strutture che ospiteranno le gare. Dovranno rinunciare a un incasso complessivo di circa 90 miliardi di yen, poco meno di 700 milioni di euro.

Ma non è l’unica voce negativa di un bilancio drammatico. A questa, infatti, vanno aggiunti i danni causati dall’assenza del pubblico negli store, con merce brandizzata Tokyo 2020 che resterà invenduta, oltre al fuggi fuggi di sponsor importanti come Toyota, che di questi giochi era quello principale. Meglio defilarsi, nell’ottica dell’azienda, piuttosto che essere associati a un evento che rischia di far esplodere i contagi in tutto il mondo. Si è sfilata a 5 giorni dalla cerimonia di apertura.

Sarebbero circa 50 aziende giapponesi partner che collettivamente hanno investito oltre 3 miliardi di dollari. Su tutte, secondo il Wall Street Journal, Asahi, Fujitsu e Canon: avrebbero investito 135 milioni di dollari a testa per diventare Gold Partners dei Giochi.

Tokyo 2020, ma non solo: che fine fanno i villaggi olimpici dopo i Giochi

La parola d’ordine, da qualche Olimpiade a questa parte, è la riconversione delle strutture, a partire dal villaggio olimpico, per evitare gli sprechi. Dopo i Giochi di Londra del 2012 (costati complessivamente circa 12 miliardi di dollari), l’East Village ha lasciato spazio a quasi 3 mila nuove case, ristoranti, negozi e scuole. Un quadrilocale in quella zona oggi costa più di mezzo milione di dollari.

Il villaggio olimpico di Rio de Janeiro, ai Giochi del 2016, è costato 700 milioni di dollari: il più grande nella storia delle Olimpiadi. Gli appartamenti in cui alloggiavano gli atleti sono stati riconvertiti in condomini di lusso, rimasti però sfitti.

In Italia, in attesa di Milano-Cortina 2026, il pensiero va a Torino 2006, Giochi invernali: il villaggio olimpico sarebbe dovuto essere trasformato in una zona residenziale, ma è rimasto inutilizzato fino al 2016, quando è stato usato per ospitare i migranti, fino allo sgombero del 2019. L’obiettivo dichiarato dalla giunta comunale è creare un mix tra social housing, studentati e alloggi temporanei.

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