Sergio Marchionne, ecco l’immenso patrimonio lasciato dal manager

La fiction della Rai ha riacceso l’attenzione nei confronti dell’ex dirigente Fiat, la cui eredità è ancora al centro di numerosi attriti tra gli eredi

Dal giorno della sua morte – avvenuta il 25 luglio 2018 – Sergio Marchionne ha lasciato un vuoto difficile da colmare non solo nel cuore di chi gli è stato vicino durante i suoi 66 anni di vita, ma anche nella mente di milioni di cittadini che lo hanno apprezzato nelle vesti di dirigente d’azienda. Ma, come spesso accede, la memoria è solo la parte più indolore del corposo lascito che un personaggio di questo calibro si porta dietro.

Le discussioni sull’eredità di Sergio Marchionne sono in gran parte centrate sull’eredità in senso manageriale e aziendale lasciata dal top manager italo-canadese, che ha creato e poi guidato a lungo il gruppo Fiat-Chrysler (FCA). Ma c’è anche, tra gli analisti e non solo, chi ha voluto e vuole discutere di eredità in senso più venale, cioè di quanto Sergio Marchionne ha lasciato agli eredi in termini di soldi.

L’eredità aziendale e quella patrimoniale

Il mensile elvetico Bilanz, che tutti gli anni pubblica una classifica dei 300 più ricchi residenti in Svizzera (dove Marchionne ha avuto diverse residenze), nel novembre del 2017 stimava il patrimonio del manager tra i 500 e i 600 milioni di franchi, equivalenti ad una forbice che va da 455 a 545 milioni di euro. Altre analisi, anche in Italia, nei giorni successivi alla morte di Marchionne, convergevano su una cifra attorno ai 550 milioni di euro.

Il centro del discorso, per arrivare a cifre di questo ordine, è quello delle partecipazioni azionarie del compianto top manager in tre società del gruppo Agnelli-Exor: FCA, Ferrari e CNH. Alcuni analisti aggiungono le stime su altri beni e proprietà, arrivando a un’indicazione attorno ai 660 milioni di franchi, cioè circa 600 milioni di euro.

Marchionne, figura cardine del rilancio Fiat

Dopo il decesso di Sergio Marchionne, c’è stato anche chi ha voluto polemizzare (come successo anche dopo la scomparsa di Cesare Romiti) sul fatto che un ammontare di questo tipo fosse poco giustificato, non rendendo merito alla grandezza del suo operato (proprio lui che, tra l’altro, aveva già ampiamente intuito quale portata avrebbe avuto l’avvento delle auto elettriche).

Infatti, al di là delle opinioni personali, resta il fatto oggettivo (sottolineato da molti esperti del settore auto) che Marchionne ha preso il timone della Fiat in una fase di difficoltà e l’ha portata fuori dal caos, sino al clamoroso matrimonio italo-americano con la Chrysler, che pochi avrebbero previsto solo qualche tempo prima. E ha poi reimpostato il nuovo gruppo, cercando di adattarlo il più possibile alle nuove sfide.

La fiction della Rai e la querelle con FCA

Nelle ultime settimane (vista anche la programmazione di Rai3, che ha inserito nella serata di ieri una serie tv sulla vita di Marchionne) sono tornate alla ribalta diverse voci sui contrasti che ancora ci sarebbero attorno all’eredità del manager. Attriti che avrebbero in vario modo coinvolto la compagna di Marchionne Manuela Battezzato, la ex moglie Orlandina, i figli Alessio Giacomo e Jonathan Tyler.

In particolare, i due ragazzi avrebbero contestato a FCA la mancata erogazione del bonus 2018, previsto tra i compensi di Marchionne come per ogni anno precedente. Vista la scomparsa, questa cifra non sarebbe stata versata alla famiglia del defunto. Ma anche qui le voci non hanno chiarito (pare infatti che questo bonus avrebbe come vincolo la presenza del beneficiario).