Natale in casa per il 93% degli italiani: i menù in ogni regione

Ogni territorio festeggerà il Natale con le specialità locali, ma tutti gli italiani spenderanno una grossa cifra per mangiare

Il 93% degli italiani ha deciso di trascorrere il Natale a casa, in famiglia e con gli amici più stretti. È emerso da un’analisi condotta da Coldiretti e Ixè che evidenzia che la maggior parte dei nostri connazionali passerà le feste al sicuro delle mura domestiche. Le limitazioni imposte per gli eventi in piazza e per i viaggi all’estero, infatti, hanno convinto la maggior parte delle persone a rimanere nelle proprie abitazioni.

Natale in casa per il 93% degli italiani: quanto spendono per il cenone e il pranzo

È aumentata così, del 38%, la spesa per il cibo rispetto allo scorso anno. Solo per il pasto principale delle feste, il cenone della Vigilia o il pranzo del 25 dicembre, ogni famiglia spenderà mediamente 113 euro.

Chi ha deciso di preparare gustosi manicaretti in casa passerà più di 2 ore e 50 minuti in cucina. Ma c’è anche chi, con più furbizia, ha deciso di non faticare davanti ai fornelli e ordinerà da asporto o mangerà piatti pronti, magari portati da amici e parenti.

Natale in casa per il 93% degli italiani: i prodotti immancabili a tavola nella Penisola

Il prodotto più presente sulle tavole di tutta Italia è ovviamente lo spumante, immancabile per l’84% degli intervistati. L’annosa guerra tra panettone e pandoro si conclude quest’anno con la vittoria del primo, che sarà sul 77% delle tavole imbandite per le feste, mentre il secondo si fermerà al 69%. Largo spazio anche ai dolci tradizionali e fatti in casa, mangiati dal 47% delle famiglie.

Nonostante queste tendenze, e una spesa di Natale che aumenta per tutti, come anticipato qua, Coldiretti ha rilevato grandi differenze tra le varie regioni italiane, con una varietà di menù nei vari territori composti da piatti che non possono mancare sotto le feste.

Natale in casa per il 93% degli italiani: i piatti tipi delle feste in ogni regione

Si va così dal fritto misto di verdure della Vigilia e all’abbacchio con patate del Lazio, alle varie preparazioni cappone in Lombardia, dove ovviamente il grande protagonista è il “Pan di Toni”.

Le friselle e gli struffoli faranno il loro ingresso trionfale sulle tavole della Campania, mentre in Emilia Romagna primeggerà la pasta, con le tagliatelle al ragù, le lasagne e i tortellini in brodo. Immancabile anche lo zampone con le lenticchie.

In Calabria sarà possibile gustare le crespelle con alici e salumi, le scillatelle e i torroncini al begamotto, mentre in Abruzzo il re della tavola sarà l’agnello arrosto, da assaporare prima delle dolci ferratelle.

Nelle Marche i tradizionali maccheroncini di Campofilone al sugo e il vincisgrassi saranno serviti prima della pizza di Nata’ e il fristingo, mentre in Liguria saranno i ravioli alla genovese a catturare il palato, insieme alla faraona al forno e al pandolce.

La mocetta non potrà mancare in Valle d’Aosta, insieme al lardo con le castagne caramellate, la fonduta con il tartufo e la carbonata valdostana con la polenta, mentre in Basilicata saranno le pettole e il baccalà lesso con peperoni cruschi le grandi specialità del Natale.

In Molise la pizza di Franz e la zuppa di cardi apriranno il cenone che si concluderà con i calciuni, mentre in Friuli Venezia Giulia saranno brovada e muset con polenta e la gubana i piatti indispensabili per passare un felice Natale.

In Sardegna i pasti si apriranno con i culurgiones di formaggio, patate e menta, per poi continuare con sua maestà il porcetto al mirto e terminare con le seadas al miele. In Piemonte saranno invece il bue bollito di Carrù e Moncalvo, il flan di cardo e la mousse di mele rosse Igp le vere delizie festive.

Le cime di rapa non possono certo mancare in Puglia, insieme ai panzerotti fritti, le cartellate e i porcedduzzi, mentre in Toscana ci si riempirà di cappone in tazza, sformato di gobbi cappelletti in brodo, cavallucci e ricciarelli.

Gli gnocchi al sugo d’anatra invece anticiperanno polenta e baccalà nelle sale da pranzo del Veneto, dove non può mancare il pandoro di Verona e il mandorlato di Cologna Veneta. In Sicilia spazio allo sfincione, alle scacce ragusane, ai cardi in pastella, alle sarde a beccafico e ovviamente cassate, cannoli, mustazzoli.

In Alto Adige e in Trentino saranno i grandi protagonisti i canederli, gli strangolapreti, il capretto e lo strüdel. Sulle tavole imbandite in Umbria, invece, il cappone sarà la superstar dei pasti di Natale, che si concluderanno con il panpepato, le pinoccate e il torciglione.

Anche se il settore della ristorazione perderà 500 mila clienti a Natale, come anticipato qui, ce n’è un altro che invece ha visto una crescita record, quello del vino Made in Italy, protagonista delle feste in tutto il mondo, come spiegato qua.

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Natale in casa per il 93% degli italiani: i menù in ogni regione