Juve, l’Allegri bis è peggio di Pirlo: tutti i dati della crisi

La sconfitta con il Sassuolo nel decimo turno di campionato ha certificato le difficoltà in casa bianconera: i numeri sono addirittura peggiori dello scorso anno

È stato un turno infrasettimanale amaro quello vissuto dalla Juventus. Contro il Sassuolo è arrivata la terza sconfitta in campionato, la seconda maturata tra le mura amiche dell’Allianz Stadium dopo lo 0 a 1 di fine agosto con l’Empoli.

I ragazzi di Massimiliano Allegri torneranno in campo nel pomeriggio di oggi, alle ore 18:00, nel secondo dei tre anticipi dell’undicesima giornata. Ad attenderli allo stadio Bentegodi ci sarà l’Hellas Verona, allenata dalla vecchia conoscenza bianconera Igor Tudor.

Un appuntamento da non sbagliare per la Vecchia Signora, che sta pagando un avvio di campionato molto movimentato, frutto di un’estate di grandi cambiamenti, tra l’addio di Cristiano Ronaldo ed il ritorno in panchina del tecnico livornese (qui i motivi economici che hanno riportato CR7 a Manchester).

Ed è proprio quest’ultimo il bersaglio principale delle critiche dei tifosi, delusi per una classifica che dopo appena dieci giornate vede la Juventus occupare il settimo posto (al pari della Fiorentina), distante ben 13 punti dalla vetta, occupata da Milan e Napoli.

Mai così tanti punti di distacco dalla vetta

Una situazione di forte difficoltà quella dei bianconeri, certificata dai numeri oltre che dalle prestazioni opache ed altalenanti. Guardando appunto alla testa della classifica, mai la Juventus si era trovata a 13 punti di distanza dal vertice dopo soli 10 turni negli ultimi 27 anni.

Escluso l’anno 2006/07 in cui disputò il campionato di Serie B a seguito dello scandalo Calciopoli, dal 1994/95 ad oggi la squadra per ben 10 volte si è ritrovata in testa al campionato a questo punto della stagione, mentre nelle altre occasioni il distacco è sempre stato minore rispetto a quello accumulato oggi.

Uno scenario frutto di una partenza ad handicap, fatta di sole 4 vittorie, di 3 pareggi e di altrettante sconfitte, di cui 2 rimediate in casa. Per ritrovare un avvio così incerto, bisogna tornare indietro nel tempo fino alla stagione 1980/81: allora furono Cagliari e Torino ad espugnare lo stadio di casa della Vecchia Signora (allora era il Delle Alpi) prima di novembre.

Il confronto con l’inizio di stagione 2020/21

Tra una condizione fisica non esaltante ed un feeling tra i calciatori che stenta a sbocciare, Massimiliano Allegri è così finito nel mirino di tifosi e commentatori. D’altronde i numeri di questo primo scorcio di campionato sono davvero impietosi ed impongono una serie riflessione a tutto l’ambiente torinese (qui anche l’ultimo caso spinoso delle plusvalenze truccate).

Tralasciando infatti la Champions League – dove la Juventus guida il proprio girone con 9 punti conquistati grazie alle vittorie su Chelsea, Zenit San Pietroburgo e Malmo – i dati del cammino in Serie A non lasciano spazio ad interpretazioni.

Il tasto più doloroso riguarda il paragone con la passata stagione. Alla guida dei bianconeri c’era Andrea Pirlo e anche in quel caso la partenza non era stata delle migliori: allo stesso punto del campionato la Juventus aveva raccolto comunque 20 punti (5 più di oggi), stanziandosi al quarto posto contro il settimo attuale.

I gol segnati erano 19 contro i 14 di quest’anno e anche la difesa – vero punto di forza durante la precedente esperienza di Allegri – fa registrare un calo delle prestazioni: sono infatti 4 le reti subite in più rispetto alle prime dieci partite del 2020/21 (13 contro 9).

Infine è proprio la distanza dal primo posto a sentenziare il peggioramento nell’arco di 12 mesi: anche in quel caso capolista era il Milan, ma il margine sui bianconeri era di 6 lunghezze, meno della metà delle 13 attuali. A fine anno la Juve chiuse con un quarto posto ottenuto in extremis: riuscirà il tecnico toscano ad invertire la rotta e a risollevare la Vecchia Signora?

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Juve, l’Allegri bis è peggio di Pirlo: tutti i dati della crisi